Intervista all'autore di ''Una mutevole verità''

Gianrico Carofiglio, ”I buoni gialli offrono diverse cose che non si trovano nello stesso romanzo”

Buon senso, capacità di vedere le crepe della normalità, capacità di praticare il dubbio e autoironia. sono queste le caratteristiche dell'investigatore ideale secondo Gianrico Carofiglio...

MILANO – Buon senso, capacità di vedere le crepe della normalità, capacità di praticare il dubbio e autoironia. sono queste le caratteristiche dell’investigatore ideale secondo Gianrico Carofiglio, il magistrato, politico e scrittore italiano, autore best seller noto soprattutto per la serie di romanzi che hanno per protagonista l’avvocato Guido Guerrieri. Il suo nuovo libro ”Una mutevole verità”, da settimane in cima alle classifiche di vendita, vede protagonista il maresciallo Fenoglio, un nuovo personaggio per il quale si è ispirato ai migliori investigatori con cui ha lavorato, ovvero carabinieri, poliziotti, finanzieri.

Da scrittore di noir con “Una mutevole verità” si avvicina ai romanzi polizieschi. Come mai questo cambiamento ?

Premetto che non mi considero uno scrittore di noir. Direi che scrivo racconti e romanzi. Alcuni di questi sono noir. Per anni mi hanno detto – pubblico e critica – che scrivevo gialli, cioè polizieschi, il che non era esatto. A un certo punto ho pensato che sarebbe stato divertente scriverlo davvero un poliziesco di impostazione classica. Così è arrivato ‘Una mutevole verità’.

 

Il protagonista di questo nuovo romanzo è il maresciallo Fenoglio. Per il personaggio si è ispirato a qualcuno dei carabinieri con cui ha lavorato da magistrato? Che caratteristiche deve avere un buon investigatore?

Alcuni dei migliori investigatori con cui ho lavorato – carabinieri, poliziotti, fiinanzieri – avevano effettivamente caratteristiche simili  a quelle che ho attribuito al personaggio di Pietro Fenoglio. Un bravo investgatore deve avere buon senso, capacità di vedere le crepe della normalità, capacità di praticare il dubbio (cioè non attaccarsi alle sue intuizioni ma accettare l’idea che potrebbero – come capita – essere sbagliate) e autoironia, per evitare di prendersi troppo sul serio.

 

Secondo lei come mai i gialli sono il genere più letto in questo periodo dell’anno?

I buoni gialli offrono diverse cose che difficilmente si trovano insieme nello stesso romanzo. Piacere della lettura, evasione, scorci di romanzo sociale, riflessione psicologica. Per questo si rivolgono a platee di lettori diversissime e molto vaste.

 

Quali sono i suoi progetti futuri?

Ce ne sono parecchi. In autunno  dovrebbe uscire il nuovo romanzo con l’avvocato Guerrieri.

29 luglio 2014

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione Riservata
Commenti