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Gianluigi Nuzzi, “Racconto la Via Crucis del Papa per cambiare la Chiesa”

Nella sala conferenze del Palazzo Mezzanotte di Milano Gianluigi Nuzzi ha presentato "Via Crucis", la sua nuova sconvolgente inchiesta sul Vaticano

MILANO – “Nulla di questo libro può essere messo in discussione”. Non ci potevano essere parole migliori per aprire la serata di presentazione del libro “Via Crucis“, l’ultima inchiesta di Gianluigi Nuzzi sul Vaticano edita da Chiarelettere. Nella cornice del Palazzo Mezzanotte di Milano Paolo Mieli è stato il primo a intervenire e a parlare in questi termini del libro che ha sconvolto e spaventato il governo Vaticano. Gianluigi Nuzzi era in buona compagnia, oltre a Mieli era presenti anche Vittorio Feltri e Claudio Brachino, mentre moderava gli interventi il giornalista Peter Gomez.

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L’INTERVENTO DI MIELI – Ad aprire il dibattito è stata un’icona del giornalismo italiano, Paolo Mieli, che non poteva scegliere parole migliori per incorniciare la nuova fatica di Gianluigi Nuzzi: “Nessuno può dire nulla su questo libro perché si basa su documenti autentici. Questo può non piacere a qualcuno, ma le cose stanno così.” L’ex direttore de “La Stampa” ha difeso il collega Nuzzi sottolineando come “solo un potenziale ricattatore non pubblica documenti veritieri di cui entra in possesso”. Ma di che documenti si tratta? Documenti che dimostrano gli sprechi del Vaticano, mettono in luce i suoi debiti, il suo bilancio, ma soprattutto dimostrano che parte dei soldi della Chiesa vengono non vengono utilizzati per fondazioni o evangelizzazione, ma per scopi poco chiari. Alcuni dati preoccupanti riguardano in particolare la Radio Vaticana, molti investimenti e pochi guadagni, i dati parlano una disparità di diversi milioni di euro. Insiste, quindi, Mieli:”Negando questi documenti la Chiesa rischia un incidente culturale perché si oppone a fatti chiari ed evidenti.”

VITTORIO FELTRI – Il microfono passa poi a Feltri che attacca il comportamento del Papa: “Papa Francesco se la prende con chi denuncia queste schifezze e non con chi le commette”. Qui il riferimento è alla recente notizia della reclusione in carcere del monsignor Lucio Angel Vallejo Balda , spagnolo, ex segretario della Prefettura degli Affari economici, ritenuto responsabile della fuga di notizie.

GLI ALTRI INTERVENTI – Il moderatore Peter Gomez ha poi passato la parola al giornalista Claudio Brachino, chiamato a intervenire, in qualità di esperto di comunicazione, sulle reazioni che hanno seguito la pubblicazione del libro. “Il Governo Vaticano dovrebbe smettere di operare con una comunicazione di opposizione”. E’ proprio Peter Gomez che, però, coglie il reale messaggio di questo libro: “Il libro non danneggia Papa Francesco, ma lo aiuta a purificare la chiesa, ci spiega che è in difficoltà contro una parte del Vaticano che non vuole cambiare e non vuole essere trasparente”

LE PAROLE DELL’AUTORE, GIANLUIGI NUZZI – Poi arriva finalmente il momento di Nuzzi che, dopo aver ringraziato la sala e gli ospiti illustri, rassicura tutti: “Nonostante tutti gli attacchi che ho ricevuto in questi giorni, continuerò a fare il giornalista perché è il mio mestiere.” Le sue parole sono accolte dall’applauso del pubblico che si lascia andare a forti incitamenti quando l’autore rivela che non risponderà mai alla convocazione del Vaticano che gli chiede di confessare chi gli ha passato i documenti che poi ha pubblicato. Dalle parole del giornalista, ora conduttore di Quarto Grado, emerge chiaramente quanto l’obiettivo di critica non sia il Papa, ma gran parte delle persone che lo circondano: “Racconto la ‘Via Crucis’ di un Papa che cerca di cambiare le cose, ma l’ostracismo nei suoi confronti è davvero alto. E’ uno dei pochi Papa che si informa, che vuole vedere i conti e capirli”.

IL CONFRONTO CON L’EX PRESIDENTE DELLO IOR – Gianluigi Nuzzi ha preso poi le parti dell’intervistatore per rivolgere alcune domande ad Ettore Gotti Tedeschi, fino al 2012 presidente dello IOR, istituto opere di Religione della Chiesa. L’intervento di Tedeschi invita chi ascolta alla riflessione:”Vi dovete chiedere perché escono questi documenti, non chi l’ha fatto uscire – e aggiunge – vorrei una Chiesa ricca, anzi ricchissima, per l’evangelizzazione e per fare del bene, che però vive da povera. La Chiesa dovrebbe essere esemplare nella trasparenza, ma per la sua storia non è affatto facile”.

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