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Flavio Insinna, ”Scrivere un libro ti offre una libertà assoluta”

Una grande e sincera dichiarazione d'amore al padre e alla sua famiglia. E' questo il libro ''Neanche un morso all'orecchio'', scritto da Flavio Insinna, in cui l'attore e conduttore tv rispolvera gli appunti di una vita per ripercorrere la sua storia e quella della sua famiglia...

L’attore e conduttore tv racconta l’emozione di scrivere un libro dedicato al padre e la bellezza e allo stesso tempo difficoltà di cimentarsi con la scrittura

 

MILANO – Una grande e sincera dichiarazione d’amore al padre e alla sua famiglia. E’ questo il libro “Neanche un morso all’orecchio”, scritto da Flavio Insinna, in cui l’attore e conduttore tv rispolvera gli appunti di una vita per ripercorrere la sua storia e quella della sua famiglia. Insinna, protagonista sabato seria nel corso di Parolario, racconta la sua esperienza da scrittore, definita una grande responsabilità ma al tempo stesso come un grande privilegio, e sottolinea l’importanza di leggere per la formazione della propria persona.

 

Il suo libro “Neanche con un morso all’orecchio” è dedicato a suo padre. Come è nata l’idea di scriverlo? L’ha aiutata ad affrontare il lutto?
Il libro non è stato né terapeutico né d’aiuto. Ho cominciato a scriverlo un po’ di mesi prima che mio padre scomparisse, ma in realtà sia il titolo sia molte delle cose che ho scritto fanno parte degli appunti che ho sempre conservato nei cassetti dall’infanzia fino ad oggi. Il libro è una grande e sincera dichiarazione d’amore, un lunghissimo grazie a mio padre e alla mia famiglia. Spesso si dà per scontato l’avere una famiglia con delle persone buone intorno a te. In realtà non è assolutamente scontato: crescere in una famiglia che ti da dei buoni insegnamenti è una grandissima fortuna. Certo, ci sono stati anche scontri ed incomprensioni all’interno della mia famiglia. E’ un libro fatto di grande dolore, ma anche di grandissimo amore. La cosa che salta fuori è la voglia di amare senza avere paura di dirlo o avere pudori a manifestare il proprio affetto.

Ci parli della figura di suo padre, al quale era molto legato.
Mio padre era severissimo, con un carattere difficile che in parte ho ereditato. Negli anni ci siamo dovuti capire, ritrovare, cercare. La mia grande fortuna è stata mia madre, che ha fatto da “collante umano” anche quando eravamo in contrasto. Fortunatamente, sono riuscito a saldare questi conti umani e chiarirmi con mio padre prima che fosse troppo tardi. Una cosa che non ho detto nel libro è che non ci sono rimpianti. Io mio padre l’ho abbracciato, ci siamo parlati, chiariti, ascoltati. Non è stata una fine che sa di incompiuto.

Ci può spiegare il perché del titolo?
Si riferisce ad un aneddoto, ad un morso che io ho veramente dato a mia nonna quando ero bambino, per gioco non perché non ci volessimo bene. Sono sempre stato uno che durante la sua vita si è segnato gli aneddoti più divertenti: ho la casa piena di quaderni, di fogli, d’appunti.

 

Cosa ha rappresentato per lei scrivere, quindi cimentarsi in un’attività diversa da quella a cui è solitamente abituato?
Scrivere è un campo che ti offre una libertà pazzesca ed assoluta. In un programma televisivo, come in un film o a teatro, ci sono delle regole, un regista, gli autori, il copione, ci sono anche restrizioni economiche riguardo a ciò che si vuole fare. In un libro, invece, scrivi quello che vuoi, c’è una grande libertà d’espressione. Scrivere è anche una grande responsabilità: avendo scritto un libro, capisco le paure di uno scrittore quando si cimenta nella scrittura, perché sei solo con la pagina lì davanti, e non viene nessuno ad aiutarti. Scrivere è stata una bellissima avventura di libertà, mista ad un grandissimo dolore. Non sono uno scrittore, ma spesso per lavoro mi capita di dover mettere mani al copione e riscrivere una scena. Coltivo da sempre un piacere per la lettura, una mia segreta passione.

 

Diversi suoi colleghi e gente appartenente al mondo dello spettacolo si sono cimentati nella scrittura di un libro. E’ una moda o c’è qualcosa di più profondo dietro?
Se uno pensa di avere una storia forte, che vale la pena di raccontare, secondo me va raccontata. E’ come per un film o uno spettacolo: il giudizio del pubblico ne sancisce il successo.  Come ho potuto constatare in questi giorni in cui ho girato l’Italia per parlare del mio libro, se non hai da presentare una storia che ti sorregga, rischi di fare una bella figuraccia con le persone che attendono il tuo intervento.  Il mio libro può piacere come non piacere, ma il pubblico capisce che dietro c’è un pensiero onesto e soprattutto personale. Per quanto puoi essere bravo a chiacchierare, se hai scritto “fuffa” la gente se n’accorge.

Oltre ad essere un conduttore televisivo, lei ha una grande esperienza di attore teatrale e cinematografico. In Italia si legge meno e si vede più tv o internet, e le istituzioni non aiutano di certo questo trend, come dimostrato con i tagli alla cultura. Cosa ne pensa?
La televisione è una cosa passiva, mentre Internet lo conosco ma non lo frequento in prima persona. Leggere è una scelta più precisa: devi esercitare un tuo gusto, un tuo pensiero, comprare un libro o leggerlo in biblioteca. Leggere è fondamentale, con un libro puoi rimanere abbagliato dalla bellezza di una frase, di una poesia, di un autore che scopri o riscopri. Dove c’è cultura c’è anche civiltà, tolleranza. Dove si legge di più c’è meno mafia e meno criminalità. Se sei una persona per bene che legge, cerchi anche di imparare, capire, apprendere e migliorarti in base a quello che leggi. Conoscere è anche riconoscere: più conosci, più puoi riconoscere le persone che hai di fronte. Spero che le persone capiscano che leggere sia una cosa di cui non si può fare a meno. Non è vero, però, consigliare di leggere qualsiasi cosa, purché si legga. Ci sono in giro dei libri infinitamente brutti che sono una perdita di tempo.

Quali sono i suoi prossimi impegni? Tra essi, c’è anche l’eventualità di veder pubblicato un tuo secondo libro?
Avendo durante la mia vita “macinato” fogli, foglietti e “quadernucci”, avrei degli appunti per scrivere un secondo libro. Ufficiosamente, Mondadori si è detta disponibile nell’eventualità, soprattutto dopo aver riscontato il successo di questo mio primo libro. Sicuramente sarà un romanzo inventato, una storia che non appartiene alla mia vita. Non c’è ancora nulla di certo, e se dovesse succedere, ci vorrà il giusto “tempo di cottura”.

 

3 settembre 2012

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