La lettera del Museo di Auschwitz al Salone di Torino, “O noi o Casapound”

La polemica al Salone del Libro di Torino continua. Ieri il Comune di Torino ha ricevuto una lettera dal Museo di Auschwitz: o noi o loro.
La lettera del Museo di Auschwitz al Salone di Torino, O noi o Casapound

MILANO – Ancora prima del suo inizio, il Salone del Libro di Torino, l’evento più importante del mondo dei libri e della cultura d’Italia, si apre con una polemica che rischia di oscurare tutto il resto della rassegna. Infatti la polemica riguarda la presenza della casa editrice, apertamente fascista e aderente alle idee di Casapound, Altaforte, che si presenterà al Salone con il libro intervista del Ministro degli Interni Matteo Salvini. Già alcuni scrittori e editori hanno preferito non presenziare alla fiera come segno di protesta, tra cui il fumettista romano Zerocalcare. Ieri è giunta una lettera al Comune di Torino, firmata da una sopravvissuta ai lager Halina Birenbaum, dal direttore del Museo Statale di Auschwitz-Birkenau e dal presidente e ideatore del “Treno della memoria”.

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La lettera ricevuta dal Comune di Torino, come riporta La Stampa, è la lettera con cui Halina Birenbaum, vittima dei lager, il direttore del Museo di Auschwitz-Birkenau e il presidente del “Treno della memoria”, esprime il proprio dissenso verso la presenza della casa editrice Altaforte al Salone di Torino. Infatti la lettera afferma che al Salone ci sarà o la casa editrice simpatizzante per Casapound o il Museo di Auschwitz. Insieme non è possibile. “Non si può chiedere ai sopravvissuti di condividere lo spazio con chi mette in discussione i fatti storici che hanno portato all’Olocausto, con chi ripropone una idea fascista della società… Non si tratta, come ha semplificato qualcuno, del rispetto di un contratto con una casa editrice, bensì del valore più alto delle istituzioni democratiche, della loro vigilanza, dei loro anticorpi, della costituzione italiana, che supera qualunque.” e ancora “Non si può chiedere ai sopravvissuti di condividere lo spazio con chi mette in discussione i fatti storici che hanno portato all’Olocausto, con chi ripropone una idea fascista della società.

La Sindaca di Torino ha risposto affermando che lei e il Comune stesso di Torino sono antifascisti, e presenzierà al Salone di Torino perché le idee si combattono con idee più forti: “Torino è antifascista e al Salone ci sarà perché le idee si combattono con idee più forti.
Per cui, dopo una lunga riunione a proposito, il Salone ha deciso di rimanere aperto a tutti: “Le dichiarazioni non spostano l’asse. Nessuna lo fa. Sappiamo che è una provocazione ma il Salone resta aperto a tutti“.

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