opere letterarie

“Dracula”, 5 curiosità sull’opera di Bram Stoker

"Dracula" di Bram Stoker uscì nel 1897. Vediamo insieme alcune curiosità che non tutti sanno sull'opera di Bram Stoker
"Dracula", 5 curiosità sull'opera di Bram Stoker

MILANO – “Dracula” di Bram Stoker uscì nel 1897. Raramente si ricorda un romanzo che abbia avuto un impatto così forte sull’immaginario collettivo, sulla definizione di un genere narrativo, e perfino sulla psiche delle persone. Un libro tradotto in tutto il mondo e oggetto di numerose rappresentazioni cinematografiche. Vediamo insieme alcune curiosità che non tutti sanno sull’opera di Bram Stoker.

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1) La leggenda del castello 

Una specie di leggenda si è diffusa in rete negli ultimi anni, secondo la quale il castello di Bran in Romania, la cui costruzione viene generalmente ritenuta la magione del conte Dracula, sarebbe stato messo in vendita per una cifra intorno ai 47 milioni di sterline. Recentemente sono stati gli stessi proprietari a smentire queste voci. In realtà, Bram Stoker non visitò mai la Romania, e il castello di Bran non apparteneva nemmeno a Vlad III di Valacchia, la controparte storicamente esistita dell’immaginario Dracula.

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2) Le origini dell’opera 

Il piccolo Bram Stoker ebbe un infanzia difficile, gravata da una malattia che gli impediva di camminare normalmente. Non c’è dubbio però che i disagi patiti da bambino abbiano influito sulla sua futura creatività, tetra e “maledetta”. Fonte di ispirazione per il personaggio di Dracula fu invece l’attore Henry Irving, uno dei più discussi del suo tempo. Bram Stoker fu segretario, impresario e poi direttore del teatro di Irving. L’idea iniziale di Stoker era infatti quella di scrivere una pièce teatrale su Dracula con protagonista il suo amico. Irving non fu convinto dell’idea e Dracula divenne il romanzo che tutti conosciamo. La storia vuole che lo spunto da cui scaturì l’idea del romanzo arrivò a Bram Stoker in sogno, o meglio in un incubo, durante una notte di marzo del 1890.

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3) L’origine storica 
La figura storica realmente esistita che da dà il nome al Dracula del romanzo è Vlad III di Valacchia, soprannominato Țepeș, “l’impalatore”: passò infatti alla storia per le efferate torture che usava infliggere ai suoi nemici. Fiero avversario dei turchi,  visse tra il 1431 e il 1477, e già all’epoca fiorivano le leggende sulla sua crudeltà e sui presunti patti satanici che avrebbe stretto. Il padre aveva fatto parte dell’Ordine cavalleresco del Drago, lasciando come patronimico al figlio l’appellativo di “Dracula”. Bram Stoker, che viaggiava molto, venne a conoscenza di questo personaggio grazie a Arminius Vambery, professore di Tradizioni Slave all’Università di Budapest.

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4) Le numerose rappresentazioni cinematografiche 

Sono state tantissime le incarnazioni di Dracula sul grande schermo. La prima apparizione di una specie di vampiro al cinema va fatta risalire addirittura al pioniere Georges Méliès in Le manoir du Diable (1896). Bela Lugosi, protagonista del grande successo della Universal “Dracula” di Tod Browning del 1931 (di cui venne girata con un diverso cast una versione in lingua spagnola nello stesso anno), rimase così legato a questo personaggio da venire seppellito, per volontà della moglie e del figlio, con il mantello del vampiro. Dracula è stato incarnato da decine di altri interpreti: da Klaus Kinski (Nosferatu, il Principe della Notte di Werner Herzog nel 1978) a Gary Oldman (Dracula di Bram Stoker di Francis Ford Coppola nel 1992), da Gerard Butler (Dracula 2000, in cui viene portata avanti la suggestiva ipotesi che il non-morto altri non sia che Giuda Iscariota, costretto a un’eternità demoniaca per aver tradito Gesù). Pur senza comparire quasi mai, Dracula è uno dei protagonisti della serie tv Penny Dreadful, attualmente in onda, in cui compaiono altri personaggi del romanzo di Bram Stoker, come Van Helsing e Mina Harker.

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5) Un sequel poco conosciuto e criticato
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Nel 2009 Ian Holt e Dacre Stoker hanno pubblicato “Dracula the Un-dead“, l’unico sequel autorizzato di Dracula”. Dacre Stoker è un pronipote di Bram Stoker e ha scritto il libro utilizzando gli appunti del suo antenato. Più di un purista, davanti all’operazione, ha storto il naso.

 

 

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