De Michelis di Marsilio, ”Negli ultimi anni il prezzo dei libri è stato teso a un violento ribasso”

INCHIESTA SUL PREZZO DEI LIBRI – Anche per via delle politiche di Newton Compton, cui gli altri editori si sono dovuti adeguare, il prezzo di copertina dei libri ha subito negli ultimi anni un abbassamento che non ha corrispettivi all'estero. Questo è quanto rilevato da Jacopo De Michelis, editor responsabile della narrativa di Marsilio...

L’editor responsabile della narrativa di Marsilio, Jacopo De Michelis, interviene nella nostra inchiesta sul prezzo di copertina dei libri

INCHIESTA SUL PREZZO DEI LIBRI – Anche per via delle politiche di Newton Compton, cui gli altri editori si sono dovuti adeguare, il prezzo di copertina dei libri ha subito negli ultimi anni un abbassamento che non ha corrispettivi all’estero. Questo è quanto rilevato da Jacopo De Michelis, editor responsabile della narrativa di Marsilio, che sottolinea anche come successivi sviluppi dipendano sempre più dal mercato digitale. Ecco il suo intervento nell’ambito della nostra inchiesta sul prezzo dei libri.

Quali sono le dinamiche che concorrono a formare il prezzo di copertina di un libro?
Il prezzo di copertina di un libro è determinato innanzi tutto sulla base delle spese che si hanno per produrlo. Ci sono la stampa, le royalties all’autore, tutto il lavoro della casa editrice. Fare un libro impiega una serie di persone: l’editor, il redattore, il grafico, il commerciale, il marketing. Una quota del prezzo del libro è usata per pagare tutte queste persone.
La parte che pesa di più sul prezzo di copertina è quella della distribuzione e della vendita, che incide per il 55%: questa quota non arriva all’editore, ma va ai distributori e ai librai. Nelle nostre casse arriva meno della metà che arriva dal prezzo di copertina.
Quello che ogni tanto permette di abbassare il conto economico di un libro è la tiratura: più è alta, minore è il costo della stampa per ciascuna copia. Avviare le rotative infatti ha un costo fisso: distribuito su un numero maggiore di copie, pesa meno sul costo finale del libro.

Si può pensare a qualche strategia per abbassare il prezzo di vendita finale dei libri?
Negli ultimi anni la dinamica dei prezzi è stata tesa già abbastanza violentemente verso l’abbassamento: nel settore mass market, quello più commerciale, è stato addirittura drammatico. Ormai non è così raro vedere novità in cartonato a meno di 10 euro e tascabili attorno ai 5/6 euro. Volente o nolente, ormai anche novità che non rientrano in quel segmento di mercato hanno subito un ridimensionamento dei prezzi. In questo sono state complici anche le politiche di prezzo aggressive, e molto efficaci, attuate da Newton Compton, cui ci siamo dovuti adeguare.
Più di tanto non si può fare. Far pagare meno i libri significa lavorarci meno, curarli meno, pagare meno gli autori, stamparli su carta più brutta – che è in parte quello che hanno fatto gli editori che hanno abbassato di molto il prezzo dei loro libri.

Sarebbe utile invece una politica fiscale di sostegno ai libri, per favorirne l’acquisto?
Uno dei motivi per cui l’editoria libraria regge più di altri settori alla crisi, per esempio dell’editoria periodica che ha sempre ricevuto aiuti dal pubblico, è proprio che è sempre dovuta stare sul mercato con le sue sole forze, puntando sulla qualità dei suoi prodotti e misurandosi con i gusti del pubblico. L’editoria libraria è preparata a superare questo momento difficile.
Dico no dunque a politiche assistenzialistiche rivolte agli editori, benissimo invece se ci sono iniziative per aiutare i lettori a comprare, ma non so quanto siano possibili: l’IVA è già al 4%. Ma questo non è il mio campo.

Non mi sembra comunque che ci sia molto all’orizzonte: gli ultimi governi sono stati abbastanza distratti dai problemi e dalle questioni dell’editoria libraria, non l’hanno mai sostenuta più di tanto.

Può fare un confronto con il resto del mercato europeo?
Ogni mercato ha le sue specificità. In Francia, per esempio, i prezzi delle novità sono mediamente più alti, i tascabili costano meno. Dipende da qual è il potere d’acquisto e il tenore medio delle persone. Non mi sembra però che l’abbassamento di prezzi che c’è stato da noi negli ultimi anni, con novità in cartonato sotto i 10 euro, abbia corrispettivi all’estero.
In questa fase, va aggiunto, il digitale sta cambiando tutto, con velocità diverse da Paese a Paese a seconda della rapidità dello sviluppo di questo settore. Le attuali politiche di prezzo dei volumi cartacei dipendono molto dall’evoluzione e dallo sviluppo del mercato digitale. Difficile fare previsioni sull’Italia a questo riguardo. È già possibile comunque per i lettori rivolgersi un’offerta digitale che consente di acquistare a prezzi più bassi.

23 novembre 2013

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