L'intervita a Pietro del Re, inviato de La Repubblica

Da giornalista a scrittore di thriller, la storia di Pietro del Re

Molini di Cammoro, un piccolo paese di montagna, nell’alta valle umbra tra Spoleto e Sellano, tranquillo e silenzioso nel suo infinito verde è lo scenario del libro ''Giallo Umbro'' di Pietro del Re, giornalista e inviato all’estero del quotidiano La Repubblica...

MILANO – Molini di Cammoro, un piccolo paese di montagna, nell’alta valle umbra tra Spoleto e Sellano, tranquillo e silenzioso nel suo infinito verde è lo scenario del libro ”Giallo Umbro” di Pietro del Re, giornalista e inviato all’estero del quotidiano La Repubblica. Cosa c’entra questo mondo con la morte di una giovane ragazza trovata senza vita accanto alla carcassa di un lupo? Dove può arrivare la ferocia degli uomini? Siamo andati direttamente a chiederlo all’autore, in questo luogo magico, sospeso tra passato e futuro, nel cuore verde d’Italia.

Pietro, come mai hai deciso di ambientare il tuo romanzo proprio qui? voglio dire, con tutti i posti che hai visto come inviato di Repubblica, questo posto cos’ha in più per averti ispirato?
Probabilmente un mix di natura e cultura e soprattutto qui c’è autenticità, anche tra la gente, nel modo di vivere, di confrontarsi con il prossimo… spero che questa cosa, come in molti altri luoghi, non scompaia. E’ qualcosa di estremamente prezioso”.

Come mai questo titolo “Giallo Umbro”? se non sbaglio, anche altri grandi scrittori, come Bevilacqua con il suo “Giallo Parma”, l’hanno usato; sembrerebbe una moda…
“Per me è stato più un omaggio ai luoghi in cui si svolge la storia, diciamo; non avrebbe potuto svolgersi altrove! ancora più giusto forse sarebbe stato “Giallo tra le montagne dell’Umbria”… vorrei evitare il richiamo a delitti realmente accaduti in Umbria ( sto pensando al delitto di Meredith Kercher di Perugia o quello di Chiatti di Foligno). Questa è un’altra storia.”

Come hai proceduto nello scrivere questo giallo? Com’è stato fare indagini sulle indagini?
Ho cominciato a scrivere quando ero a Mosca, un’estate in cui ero stato spedito li dal giornale, la nostra sede di corrispondenza era vuota, non c’era nulla da fare e quindi per occupare il tempo mi dissi che era arrivato il momento di incominciare a scrivere una storia sulle mie amate montagne, sulla mia amata vallata umbra! e poi capoverso dopo capoverso, frase dopo frase è nato questo giallo.”

Secondo te è vero che i libri oggi, dopo l’arrivo delle nuove tecnologie, sono, per cosi dire, spacciati?
Bè effettivamente Amazon con dieci dollari al mese ti da accesso praticamente alla sua sconfinata collezione di titoli e puoi leggerli tutti via internet… quindi si forse il libro in sé è un oggetto che sta scomparendo però mi auguro che non scompaia del tutto! Forse perché sono un uomo nato nel secolo scorso ma conferisco ancora all’oggetto-libro un valore estremamente alto e importante.”

Quindi tu sei fiducioso nel futuro di tutti quei giovani che vorrebbero intraprendere il tuo stesso mestiere?
Si, anche se dovesse scomparire il libro, non scomparirà la scrittura e anche quando non ci saranno più giornali in edicola, ci sarà comunque chi racconterà ciò che accade nel mondo in altri modi! Ben vengano i giovani giornalisti!”

Michela Verdini

18 settembre 2014

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