“Non è stata una tragedia casuale”, il commento di Roberto Saviano sull’incidente in Puglia

Lo scrittore Roberto Saviano è intervenuto su Repubblica per analizzare il tragico incidente ferroviario avvenuto in Puglia due giorni fa
Roberto Saviano sulla tragedia in Puglia

MILANO – 23 morti e più di 50 ferirti. E’ questo il bilancio del disastro ferroviario avvenuto in Puglia il 12 luglio scorso. I funerali si dovrebbero tenere sabato mattina.  Il treno partito da Andria che si è scontrato con quello proveniente da Corato, non sarebbe dovuto partire. E a provocare lo scontro sarebbe stato un errore umano, ma sarà necessario capire da cosa sia stato determinato. In questi giorni sono tante le personalità che stanno intervenendo sull’argomento. Di seguito, vi proponiamo alcuni passi dell’intervento di Roberto Saviano su Repubblica.it.

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NON SI TRATTA DI UNA TRAGEDIA CASUALE – Lo scrittore Roberto Saviano interviene sull’immane tragedia che ha colpito la Puglia in questi giorni e sottolinea come ciò che è accaduto è sì da imputare ad un errore umano, ma che le responsabilità di ciò che è accaduto debbano essere cercate anche tra altri soggetti.

“PIOVE, governo ladro. Se piove e tracimano le fogne, se piove e si sciolgono le strade come fossero di sale, se piove e rovinano i palazzi come castelli di sabbia, se piove e tutto questo accade, allora sì: piove, governo ladro. La tragedia ferroviaria sulla tratta Corato-Andria non è una tragedia casuale, parlare di responsabilità umane è una risposta parziale che alleggerisce le istituzioni. Istituzioni che in questo paese, e nel nostro Sud, sono terribilmente, drammaticamente inadeguate. Ci sono responsabilità tecniche, responsabilità politiche locali e responsabilità nazionali: non è sciacallaggio evidenziarle, ma irresponsabilità tacerle. Sciacallo è il silenzio che si appropria di un concetto semplice: è stata una sventura. Proprio per rispetto delle vittime è un dovere puntare il dito su un sistema inefficiente che spera – spera! – che la tragedia non avvenga, senza fare nulla per evitarla.”

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LA TRAGEDIA SARA’ DIMENTICATA – L’attenzione di Saviano si sposta poi sulle responsabilità governative, dei pochi investimenti fatti al sud. Secondo lui si è scelto di dare impulso al Nord, abbandonando e quasi dimenticando la parte meridionale del Paese.

“Le parole che oggi si pronunciano saranno le sole a essere ascoltate: domani, sepolti i corpi delle povere vittime, la tragedia sarà presto dimenticata, fino a quando non ne arriverà un ‘altra. Questa tragedia ci racconta il sud Italia esattamente come chi ci abita lo vive. Questa tragedia ci parla di investimenti non fatti, di una totale assenza di visione e prospettiva che riguarda questo governo e i suoi precedenti. Al Sud non si investe sui trasporti perché non porta vantaggio politico, perché si tratta di aree da cui l’emorragia di giovani è tale che lavorare sulle infrastrutture significherebbe fare una scommessa senza un immediato riscontro di consenso. Si è scelto di dare impulso al Nord, dove un tessuto imprenditoriale esiste, in sofferenza certo, ma esiste. Il Sud si deve accontentare di qualche comunicato a effetto, due parole sulle organizzazioni criminali, mali da debellare sì, ma di cui sarebbe meglio non parlare troppo per non creare un clima di sfiducia, null’altro. Al Sud si resta in superficie, si annunciano in pompa magna corsi di formazione che sono solo realtà virtuali, esistono solo sui siti internet.”

 

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LE PAROLE AI RESPONSABILI – Infine Saviano invita a far riflettere sulla posizione e situazione di coloro che hanno sbagliato e sui cui pesa la responsabilità di quello che è successo.

“Ho visto il collega piangere, ma è troppo facile dire che la colpa è sua: l’unica responsabilità è di chi non doveva permettere che uno sbaglio, uno solo, potesse portare a questa tragedia”. Ecco le parole di un macchinista di Andria. Parole come pietre. L’uomo che ha commesso l’errore umano pagherà a vita responsabilità che non sono sue, non soltanto sue. Omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario, una mattinata di ritardi e confusione nel gestire quei 17 chilometri che collegano Andria a Corato, in cui il binario è unico.

Non è il solo caso in Italia di tratta a binario unico, ma è uno dei pochissimi in tutta Italia in cui non è attivo il sistema automatico di controllo e dove si richiedono ai macchinisti tempi di reazione da supereroe per evitare tragedie. Il sistema automatico di controllo è un servizio fondamentale che consente di ricevere la segnalazione che il binario è occupato da un’altra vettura ed evitare lo scontro. Sistema che sulle vetture era stato montato, ma che non poteva funzionare perché il binario è vecchio.

 

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