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Il libro

“Come si racconta un’epidemia. Tucidide e altre storie”, il libro che parla delle epidemie nella letteratura

In “Come si racconta un’epidemia. Tucidide e altre storie”, Emanuele Stolfi presenta un percorso letterario riguardo alle epidemie più tragiche dell’umanità

Come si racconta un’epidemia. Tucidide e altre storie” è un libro interessante e formativo. Emanuele Stolfi in questo volume edito per Carocci Editore e in uscita il 20 gennaio, presenta un lungo viaggio attraverso la storia dell’umanità flagellata dalle peggiori epidemie e raccontata nella letteratura degli antichi.

“Come si racconta un’epidemia. Tucidide e altre storie”

Dal resoconto più “moderno”, quello di Tucidide, si procede a ritroso sino all’inizio dell’Iliade, per poi passare all’Edipo tiranno di Sofocle e al poema Sulla natura delle cose di Lucrezio. Viene così offerta, accanto a una ricostruzione storica dei vari morbi, soprattutto un’analisi delle interpretazioni che essi suscitarono: con approcci anche sensibilmente diversi, ma quasi sempre riconducibili ad alcuni quesiti e motivi di fondo. Così la “peste” si fa questione etica e talora religiosa, ancor prima che biomedica, interagisce col potere e interpella molteplici saperi, per assurgere a metafora potente e polisemica, oltre che costituire un male ricorrente, per vari aspetti accostabile alla guerra.

Contro lo scetticismo sulla pandemia di covid-19

L’intento di Emanuele Stolfi in “Come si racconta un’epidemia. Tucidide e altre storie”, è quello di fornire maggiori e differenti chiavi di lettura sul drammatico fenomeno delle epidemie in modo da spegnere, nonostante l’enorme distanza degli scenari materiali e cognitivi, quelle ancora troppo presenti critiche sull’attuale esperienza del Coronavirus. Stolfi racconta i modi diversi di affrontare le crisi sanitarie nel lontano passato, partendo dall’evento raccontato dallo storico Tucidide, i vari aspetti che ne influenzano lo sviluppo e le conseguenze tenendo conto, come accade oggi, anche delle questioni meno mediche e più sociali. Un viaggio che ci permette di empatizzare con i nostri antenati e con le loro drammatiche vicende, dimostrandoci l’incredibile sviluppo della scienza.

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Tucidide e la peste di Atene

Tucidide racconta la peste di Atene in maniera lucida e distaccata, nonostante si ammalò lui stesso sopravvivendo quasi per miracolo. Ci troviamo durante la guerra del Peloponneso, un contesto già drammatico di per sé in cui la peste arriva creando una simmetria decisiva per la popolazione. Tucidide nella sua narrazione, però, non indaga sui responsabili o l’origine del male, piuttosto ne descrive l’arrivo e il propagarsi in modo minuzioso e preciso. Crea così una sorta di anamnesi della malattia stessa in modo da lasciare un accurato vademecum per riconoscerne prontamente la presenza in futuro.

Alice Turiani

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