Il ricordo della giornalista e scrittrice

Come ricordare Paolo Borsellino oggi. L’omaggio della scrittrice Antonella Mascali

Ecco il personale ricordo del giudice eroe scomparso 24 anni fa da parte della scrittrice e giornalista di giudiziaria per il Fatto Quotidiano
Come ricordare Paolo Borsellino oggi. L'omaggio della scrittrice Antonella Mascali

MILANO -Leggerlo e, soprattutto, fare propri i suoi ideali. E’ questo il modo migliore per ricordare la memoria di Paolo Borsellino secondo Antonella Mascali, giornalista di giudiziaria per il Fatto Quotidiano ed autrice di diversi libri che hanno parlato delle mafie e l’illegalità, tra cui “Lotta civile” e “Vi aspettavo“. Ecco il suo personale ricordo del giudice eroe scomparso esattamente 24 anni fa.

 

Quanto è attuale ancora oggi ricordare la figura di Paolo Borsellino?

E’ attualissima. Quando ho riletto gli interventi di Paolo Borsellino per il mio libro “Le ultime parole di Falcone e Borsellino” avevo la pelle d’oca. La sua figura è d’attualità perchè, purtroppo, la sua famosa lezione sulal legalità, e quindi contro i lsistema mafioso e la corruzioe, è ahimè ancora attuale.

 

Qual è il modo migliore per ricordarlo, secondo lei, andando ontre la retorica?

Il modo migliore è leggere i suoi interventi pubblici. Per fortuna, ce ne sono diversi. Paolo Borsellino amava molto parlare soprattutto ai giovani, andare nelle scuole. Egli riteneva che la sua azione di magistrato, di uomo dello Stato che doveva avere un ruolo repressivo, non era assolutamente sufficiente per abbattere il sistema mafioso e la corruzione in Italia, in quanto esiste un problema culturale a monte. Il modo migliore per ricordarlo è leggerlo e, soprattutto, fare propri i suoi ideali.

 

All’interno del libro “Vi aspettavo” raccoglie le ultime parole di servitori dello Stato. Ci può citare una frase emblematica della figura di Paolo Borsellino che l’ha particolarmente colpita?

Il libro “Vi aspettavo” raccoglie citazioni di vittime di mafia e di terrorismo. Ho avuto il privilegio di incontrare personalmente Paolo Borsellino, ero molto giovane. Ricordo le sue ultiem settimane, dopo la strage di Capaci. Nonostante sapesse che l’ultimo obiettivo sarebbe stato lui, sottolineava sempre il fatto che bisognava andare avanti, senza mai recedere, perchè “Lo Stato è più forte della mafia”, pur sapendo che c’erano dei traditori al suo interno.

 

Come possiamo trasmettere i valori di Paolo Borsellino alle nuove generazioni che non l’hanno potuto conoscere di persona?

E’ possibile trasmettere i suo ivalori attraverso i libri ed i documentari, dando spazi oa ciò che ha detto ed ha scritto.

 

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