Come il perdono ci libera dall’odio

Berrino e Lumera in "La via della leggerezza" ci dimostrano come il perdono non significhi perdere, ma riprendere il controllo della propria vita
Come il perdono ci libera dall'odio

MILANO – Quanta rabbia e quanto odio coviamo, quanta pesantezza ci impedisce di spiccare il volo e di sentirci liberi? Ecco, un modo per essere sereni ed essere padroni della nostra vita è perdonare. Ce lo dicono il dottor Franco Berrino e l’esperto di benessere Daniel Lumera in La via della leggerezza, il libro in cui i due esperti dimostrano come il benessere fisico sia strettamente legato al benessere mentale e psicologico. La serenità ha a che fare sia con la leggerezza corporea sia con la leggerezza dell’anima: come dunque intraprendere la via della leggerezza?

Cosa significa perdono

Il concetto del perdono nella nostra società non va molto di moda, perché lo associamo alla dimensione religiosa o a un segno di debolezza. Lo avvertiamo come un darla vinta, una resa, una sconfitta. Ma ci sbagliamo di grosso, perché perdonare in realtà vuol dire tutto il contrario. Perdonare serve a “migliorare la qualità della nostra vita, permettendoci di ammalarci di meno e di essere più in equilibrio, non solo dal punto di vista fisico, ma anche psichico ed emozionale.”. Infatti come spiegano Berrino e Lumera, il perdono è un modo per riprendere il controllo della nostra vita e di sviluppare potere della nostra persona.
Bisogna ricordare che perdonare qualcuno non implica scordarsi del torto subìto, ma anzi è esattamente il contrario: io scelgo di ricordarmi quello che è accaduto, ma voglio anche svuotarlo di rancore e dalla rabbia; decido di reagire rompendo la catena dell’odio in risposta all’odio. Decido di essere sereno, non portandomi appresso il peso della rabbia. Se non perdono, ogni mio pensiero viene avvelenato dall’odio e io non riesco a godermi la vita: non mi aspetto che la relazione con quella persona che mi ha procurato tanto dispiacere ritorni ad essere quella di un tempo, ma io sono il punto di inizio e il punto di fine del mio perdono. Perché ritorno consapevole e forte, non più appesantito dal risentimento e dal senso di colpa.

La vita dopo il perdono

Dopo aver perdonato, metto da parte le mie fragilità, la mia rabbia e il mio risentimento e non sono più vittima. Infatti se non perdono, do il potere al mio presunto carnefice di opprimermi come una vittima, di tenermi vincolata a lui nella sofferenza. Se invece perdono, questo legame si spezza e posso ritornare ad essere libero. La libertà ci porta ad essere integri. I due esperti dicono anche che la rabbia, l’odio e il rancore “ci indeboliscono il sistema immunitario e cardiocircolatorio e aumentano gli ormoni dello stress.”

Odiare non è una strategia conveniente: ci appesantisce la vita.

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