LIBRI - I benefici della lettura

Come avvicinare i bambini alla lettura fin dalla tenera età

Si dice che sempre che leggere sia importantissimo e che faccia bene soprattutto ai bambini. Ma in che modo la lettura può agire positivamente sullo sviluppo dei più piccoli? Quando e come bisognerebbe iniziare a leggere...

La dottoressa Elisa Oliva, psicologa specializzata in assistenza all’infanzia e disturbi dell’apprendimento, ci parla dei benefici della lettura sui bambini e ci dà qualche utile consiglio

 
MILANO – Si dice che sempre che leggere sia importantissimo e che faccia bene soprattutto ai bambini. Ma in che modo la lettura può agire positivamente sullo sviluppo dei più piccoli? Quando e come bisognerebbe iniziare a leggere? A quali difficoltà si rischia di andare incontro e come si possono superare? Abbiamo rivolto queste e altre domande alla dottoressa Elisa Oliva, psicologa specializzata in servizi di sostegno per l’infanzia, sostegno psicologico individuale per bambini e adolescenti e disturbi dell’apprendimento.
 
In che modo l’abitudine alla lettura può agire positivamente sullo sviluppo del bambino?
Leggere quotidianamente ai propri bimbi ha un’influenza positiva che coinvolge diversi aspetti dello sviluppo del piccolo. Ha un’azione fondamentale sia per lo sviluppo cognitivo sia per quello emotivo. Ascoltare la mamma e il papà che raccontano una storia aiuta lo sviluppo del linguaggio orale e delle competenze metafonologiche che riguardano la consapevolezza della struttura del suono delle parole e la capacità di elaborarlo. È un’attività che permette lo sviluppo e l’ampliamento del vocabolario del bambino, lo aiuta a utilizzare forme grammaticali complesse e favorisce lo sviluppo del pensiero creativo. È una routine che con il passare del tempo rafforza anche la relazione tra genitore e bimbo, lo abitua all’ascolto aumentando i tempi di attenzione. Durante la lettura il bimbo si sente amato ed entra in una relazione empatica con chi si occupa di lui. Inoltre le favole permettono al piccolo di diventare emotivamente più forte. Nei racconti è presente un protagonista che incontra delle difficoltà, ma nella favola c’è quasi sempre un lieto fine. In questo modo il piccolo ha modo di identificarsi con il personaggio e rivivere le sue paure, superandole così come ha fatto il suo eroe. Immedesimandosi riuscirà ad aumentare la propria capacità di resilienza e a rafforzare i suoi aspetti emotivi e affettivi.
 
A quale età e secondo quali modalità sarebbe consigliabile “iniziare” il bambino al mondo dei libri?
È importantissimo iniziare a leggere le storie e approcciare il bambino alla lettura già da quando inizia a stare seduto, circa intorno ai 6 mesi. Al bimbo così piccolo si possono proporre dei libretti colorati, costituiti per lo più di immagini con pagine tattili, contenenti parti ruvide che si alternano ad altre più morbide, per stimolare tutti i sensi e l’interesse del piccolo. Anche se così piccini i bambini non capiscono il significato delle parole, la lettura ha un effetto rassicurante, fa sentire forte la presenza del genitore e gli conferma di essere amato. È la voce del genitore, quella guida rassicurante che ci ha accompagnato da quando ci trovavamo nella pancia!
 
La lettura può causare delle problematicità allo sviluppo psico-fisico del bambino?
No, non esistono controindicazioni alla lettura, prima si comincia meglio è. Se si legge a bimbi piccoli si può tenere in considerazioni questi consigli: se il bambino è agitato o non ha voglia di ascoltare una storia, sarebbe meglio non forzarlo. Per il piccolo e per il genitore dovrebbe essere un momento di scambi affettivi e di coccole, non del tempo da passare in tensione. Un altro consiglio utile è quello di cercare di riservare alla lettura un momento particolare della giornata – prima del sonnellino o dopo il bagnetto, per esempio, cercando di trovare il momento giusto in cui entrambi siano rilassati e propensi alla lettura. È inoltre utile creare un clima favorevole all’ascolto e al dialogo: bisognerebbe cercare di non tenere un’illuminazione troppo forte – o, al contrario, troppo debole -, spegnere la TV e abbandonarsi al dolce suono delle parole del narratore.
 
Viceversa, quali problematicità può incontrare il bambino approcciandosi alla lettura? Come le può eventualmente affrontare e superare?
Può essere che il bambino, intorno alla metà della seconda elementare (prima non è possibile fare diagnosi di disturbi specifici dell’apprendimento), abbia delle difficoltà nel leggere. Se notiamo che presenta una lettura molto lenta e difficoltosa, difficoltà a ricordare il testo, confusione di alcune lettere, omissioni di parole, scambio di una parola per un’altra, questi sono alcuni degli esempi che potrebbero rivelare una criticità. È quindi necessario contattare i servizi del territorio per effettuare tutte le valutazioni per valutare le difficoltà, ma anche i punti di forza, del piccolo. Importantissima, ai fini di una buona riabilitazione, una stretta collaborazione tra la scuola e gli esperti: solo così è possibile mettere in campo tutte le risorse per aiutare al meglio il bambino. Per far fronte a queste difficoltà è necessario porre attenzione ad alcuni aspetti quali: utilizzo di mappe concettuali; utilizzo di strumenti compensativi quali computer, libri e vocabolari digitali; preparare una scaletta di quello che si andrà ad esporre; lettura autonoma e non ad alta voce (penalizza il bambino); concordare tempi amplificati per le prove scritte oppure somministrare prove ridotte; rinforzare positivamente il bambino riguardo i risultati raggiunti.

 

 

 
29 gennaio 2015

 
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