Classifica libri più venduti. 7 su 10 sono titoli italiani

Questa settimana la classifica rivela sette titoli su dieci italiani: infatti ritornano in classifica Alessandro Baricco e Pif
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MILANO – Le prime quattro posizioni sono occupate, come la scorsa settimana, da Manzini, Lucinda Riley, Houellebecq e Ferrante, che rimane in classifica con tutte e quattro i libri de L’amica geniale. Si vedono rientrare in classifica il romanzo di Pif …che Dio perdona tutti alla posizione numero nove e The game di Alessandro Baricco al decimo posto.

Scompare, letteralmente nel nulla, un furgone portavalori. Era carico di quasi tre milioni, le entrate del casinò di Saint-Vincent. Le dichiarazioni di una delle guardie, lasciata stordita sul terreno, mettono in moto delle indagini. Ma secondo il vicequestore Rocco Schiavone c’è qualcosa che non quadra, qualcosa che sembra  collegarsi a un caso precedente che continua a rodergli dentro. Una complessità e una profondità che confermano che Antonio Manzini si proietta oltre il romanzo poliziesco, verso una più universale rappresentazione della vita sociale e soprattutto di quella psicologica e morale. Non è un personaggio facilmente dimenticabile Rocco Schiavone, con il suo modo contorto di essere appassionato, con il suo modo di soffrire e di chiedere affetto.

Sono trascorsi ormai sei mesi dalla morte di Pa’ Salt, e Tiggy, la quinta delle sorelle D’Aplièse, accetta un lavoro nella riserva naturale di Kinnaird. Nelle Highlands scozzesi, si dovrà occupare di una razza felina a rischio di estinzione per conto di Charlie, l’affascinante proprietario della tenuta. Qui Tiggy incontra Cal, il guardacaccia e coinquilino, che presto diventerà un caro amico, ma soprattutto incontra Chilly, un vecchio gitano che sembra conoscere molti dettagli del suo passato e di quello di sua nonna: la famosa ballerina di flamenco Lucía Amaya Albaycín. È un segno del destino e, quando sarà pronta, non dovrà fare altro che seguire le indicazioni di Pa’ Salt e recarsi a Granada. Dai paesaggi incontaminati della Scozia allo splendore assolato della Spagna, “La ragazza della luna” è il quinto episodio della saga delle Sette Sorelle.

Florent-Claude Labrouste è un quarantaseienne funzionario del ministero dell’Agricoltura, vive una relazione oramai al tramonto con una torbida donna giapponese, più giovane di lui, con la quale convive un anonimo appartamento nella periferia di parigina. L’incalzante depressione induce Florent-Claude all’assunzione in dosi sempre più intense di Captorix, grazie al quale affronta la vita, un amore perduto che vorrebbe ritrovare, la crisi della industria agricola francese che non resiste alla globalizzazione, la deriva della classe media. L’assunzione di Captorix però richiede un sacrificio che solo pochi uomini riuscirebbero ad accettare…

Dopo il successo della serie Tv in onda su RaiUno, il primo libro della quadrilogia di Elena Ferrante torna in vetta alle classifiche. La storia di un’amicizia tra due bambine, Lila e Lenù, prende avvio sullo sfondo di una Napoli anni ’50, nella povertà delle periferie e nella violenza delle rivalità tra famiglie. L’autrice scava nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo passo passo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero e robusto.

Parigi, 1939. Separati dalla guerra, a migliaia di miglia di distanza l’uno dall’altra, Saffron Courtney e Gerhard von Meerbach lottano per sopravvivere alla Seconda Guerra Mondiale. Gerhard, ostile al regime nazista, è deciso a rimanere fedele ai propri ideali e combatte per la madre patria nella speranza di poterla liberare da Hitler. Quando la sua unità si ritrova coinvolta nell’inferno della battaglia di Stalingrado, si rende conto che le possibilità di uscirne vivo si indeboliscono di giorno in giorno.
Saffron, che nel frattempo è diventata membro della SOE, l’Esecutivo Operazioni Speciali, e inviata nel Belgio occupato per scoprire in che modo i Nazisti sono riusciti a infiltrarsi nella rete dell’organizzazione, deve trovare il modo di sfuggire alla spia tedesca che le dà la caccia.
Messi duramente alla prova da forze malvagie e orrori indicibili, i due eroi sono chiamati a sacrificare se stessi, o lottare per la sopravvivenza nella speranza di ritrovarsi un giorno.

“Capii che ero arrivata fin là piena di superbia e mi resi conto che – in buona fede certo, con affetto – avevo fatto tutto quel viaggio soprattutto per mostrarle ciò che lei aveva perso e ciò che io avevo vinto. Lei naturalmente se ne era accorta fin dal momento in cui le ero comparsa davanti e ora stava reagendo spiegandomi di fatto che non avevo vinto niente, che al mondo non c’era alcunché da vincere, che la sua vita era piena di avventure diverse e scriteriate proprio quanto la mia, e che il tempo semplicemente scivolava via senza alcun senso, ed era bello solo vedersi ogni tanto per sentire il suono folle del cervello dell’una echeggiare dentro il suono folle del cervello dell’altra”. Ecco “Storia del nuovo cognome”, secondo romanzo del ciclo de “L’amica geniale”. Ritroverete subito Lila ed Elena, il loro rapporto di amore e odio, l’intreccio inestricabile di dipendenza e volontà di autoaffermazione.

Elena e Lila sono diventate donne: Lila si è sposata a sedici anni, ha un figlio piccolo, ha lasciato il marito e l’agiatezza, lavora come operaia in condizioni durissime; Elena è andata via dal rione, ha studiato alla Normale di Pisa e ha pubblicato un romanzo di successo che le ha dato la possibilità di entrare nel mondo benestante e colto. Ora navigano, con i ritmi travolgenti a cui Elena Ferrante ci ha abituati, nel grande mare aperto degli anni Settanta, uno scenario di speranze e incertezze, di tensioni e sfide fino ad allora impensabili, sempre unite da un legame fortissimo, ambivalente.

Le due protagoniste Lina (o Lila) ed Elena (o Lenù) sono ormai adulte, con alle spalle delle vite piene di avvenimenti, scoperte, cadute e ‘rinascite’. Ambedue hanno lottato per uscire dal rione natale, una prigione di conformismo, violenze e legami difficili da spezzare. Elena è diventata una scrittrice affermata, ha lasciato Napoli, si è sposata e poi separata, ha avuto due figlie e ora torna a Napoli per inseguire un amore giovanile che si è di nuovo materializzato nella sua nuova vita. Lila è rimasta a Napoli, più invischiata nei rapporti familiari e camorristici, ma si è inventata una sorprendente carriera di imprenditrice informatica ed esercita più che mai il suo affascinante e carismatico ruolo di leader nascosta ma reale del rione (cosa che la porterà tra l’altro allo scontro con i potenti fratelli Solara). Ma il romanzo è soprattutto la storia di un rapporto di amicizia, dove le due donne, veri e propri poli opposti di una stessa forza, si scontrano e s’incontrano, s’influenzano a vicenda, si allontanano e poi si ritrovano, si invidiano e si ammirano.

Con la sua inconfondibile voce, Pif esordisce nel romanzo con un’opera divertentissima che costringe il lettore a riconsiderare i rapporti che ci legano gli uni agli altri, il nostro comportamento quotidiano e le parole solidarietà, uguaglianza, verità. Arturo è un trentacinquenne, non ha ancora una fidanzata e fa l’agente immobiliare. Il suo principale obiettivo nella vita è mantenere immutato lo stato delle cose. Fino al giorno in cui entra in scena Lei: la figlia del proprietario della pasticceria che fa le iris più buone di Palermo, il dolce preferito di Arturo. E in un istante diventa la donna dei suoi sogni…

 

Quella che stiamo vivendo non è solo una rivoluzione tecnologica fatta di nuovi oggetti, ma il risultato di un’insurrezione mentale. Chi l’ha innescata – dai pionieri di Internet all’inventore dell’iPhone – non aveva in mente un progetto preciso se non questo, affascinante e selvaggio: rendere impossibile la ripetizione di una tragedia come quella del Novecento. I problemi sono tradotti in partite da vincere in un gioco per adulti-bambini. Perché questo è The Game.

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