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“Città in fiamme”, un’Iliade contemporanea firmata da Don Winslow

Avvincente, tanto da non riuscire a metterlo giù dalle mani. Così può essere semplicemente descritto “città in fiamme”, il primo libro della nuova trilogia di Don Wilson, pubblicato da Harper Collins.

Città in fiamme” è il primo capitolo di una trilogia che, forse, sarà l’ultima opera narrativa di Winslow. Esso è incentrato su un personaggio che è costretto, a malincuore, ad esercitare un tipo di potere disonesto: la mafia. È un tema vecchio come la narrazione stessa, e non dovrebbe quindi sorprendere che questo protagonista – un mafioso irlandese di nome Danny Ryan – sia stato direttamente ispirato da uno dei personaggi più importanti della letteratura epica: Enea, di fama omerica e virgiliana. Infatti, la totalità di Città in fiamme e la sua più ampia trilogia, sono rivisitazioni dell’Iliade e dell’Eneide, confezionate come una moderna saga criminale.

Città in fiamme

In questa storia di mafie rivali irlandesi e italiane in lotta sullo sfondo della Providence degli anni ’80 (la città natale di Winslow), il lettore dall’occhio d’aquila noterà una serie di parallelismi tra il libro di Winslow e i vecchi racconti della guerra di Troia. Oltre al personaggio di Danny che richiama Enea, ci sono Pam Davies come Elena di Troia e Liam Murphy come Paride. C’è una guerra di annientamento tra due forze rivali, l’apparizione di dei e dee attraverso un prisma contemporaneo, e persino un cavallo di Troia. 

Ma, nella lettura, dimenticate poi stretti e limitanti paragoni. Perché Winslow consegna la migliore narrazione di guerra contro la mafia degli ultimi decenni. 

La trama

Winslow, per “città in fiamme”, ha trovato ispirazione nelle storie dei mafiosi delle città del Rhode Island, dove è cresciuto e, curiosamente, dall'”Iliade” di Omero.

L’autore, però, racconta di non aver letto i classici greci e romani fino all’età adulta, quando ha scoperto i paralleli con le storie di mafia della sua gioventù. “Ho visto tutti i temi che trattiamo nella moderna narrativa criminale”, afferma in una lettera ai lettori, “potere, omicidio, vendetta, corruzione, giustizia e redenzione”.

Il romanzo, esplora questi temi duraturi nella storia di due famiglie mafiose di Providence, a metà degli anni ’80. Gli irlandesi, guidati da John Murphy, controllano le banchine nella Dogtown meridionale della città, mentre i mafiosi italiani, guidati da Pasco Ferri, controllano il racket dei camion e della protezione dalla parte più occidentale di Federal Hill.
L’anziano Murphy e Ferri hanno lavorato molti anni per raggiungere un delicato equilibrio di potere tra i rivali, raggiungendo un’intesa rafforzata durante un incontro.

Ma Danny Ryan, il genero di Murphy, avverte un disagio incessante durante l’ultimo raduno, quando vede una donna, Pam, “uscire dall’acqua come una visione che emerge dai propri sogni sul mare”. Sarà proprio lei a rappresentare un grande problema.
La femme fatale eccessivamente sessualizzata è un elemento utilizzato da innumerevoli scrittori di gialli, spesso maschi – Arthur Conan Doyle, Dashiell Hammett e Raymond Chandler – per segnalare eventuali problemi per la figura del protagonista. 

In questo caso però, come nell'”Iliade”, le radici del “problema” incarnato dalla giovane donna, sono molto più profonde e sarà proprio lei la “miccia” che darà avvio all’incendio tra le due famiglie, proprio come fu per Elena di Troia.

Winslow e la vicinanza con il Padrino

“Città in fiamme”, accenna anche a “Il Padrino” di Mario Puzo del 1969, specialmente nella sua rappresentazione della guerra di mafia che irretisce una generazione più giovane, forse non adatta agli affari di famiglia. Questo, ci fa comprendere ancora di più la grande accuratezza che Winslow ha dedicato nello scrivere una trama così complessa. 

Oltre a questo, l’aspetto che tiene particolarmente incollato il lettore, è la capacità di Winslow di gestire abilmente gli spostamenti di un grande cast di personaggi, non dimenticando mai di delineare figure carismatiche e inquietanti nello stesso tempo.

“Non volevo creare personaggi simbolici. Voglio persone vere, macchiate di sangue.” ha infatti affermato lo scrittore in una intervista.

 

Amatelo, odiatelo, ma lasciatevi trasportare dagli intrighi di famiglie corrotte e criminali, ma non rinunciate alla travolgente avventura che questo libro è in grado di regalarvi. Col fiato sospeso, divorerete quelle pagine, ansiosi di leggere i prossimi due capitoli della saga. 

 

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