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La ricorrenza

Charles Baudelaire e le similitudini con il male di vivere di oggi

A 200 anni dalla sua nascita, Baudelaire è ancora oggi un poeta attualissimo, anticipatore di una modernità spesso opprimente

Oggi celebriamo il grande poeta francese primo esempio di scrittura moderna nel panorama letterario occidentale. Nato a Parigi 200 anni fa il 9 aprile 1821 e morto nella stessa città il 31 agosto 1867, Baudelaire fu autore di importanti opere che plasmarono la letteratura dell’epoca introducendo elementi di incredibile modernità e attualità. I temi centrali dei suoi scritti più importanti furono il dolore e la solitudine. Emozioni tipiche dell’artista profondo condannato a vivere con una sensibilità maggiore.

Il male di vivere che ricorre nel tempo

Charles Baudelaire pubblica “I fiori del male” nel 1857 all’età di 36 anni. La raccolta fu condannata per immoralità, incriminata per oltraggio alla religione e alla morale pubblica. Quello presentato dal poeta nell’opera è un viaggio attraverso l’inquietudine e il dolore umano. Un’immersione nella malinconia che tormenta l’uomo fin dall’antichità. Ne “I fiori del male” troviamo per la prima volta il concetto di spleen, parola che deriva dal greco splén cioè milza, bile. Nei tempi antichi si credeva infatti che la malinconia fosse causata da un eccesso di bile. Questa malinconia con Baudelaire diventa angoscia e depressione, un male di vivere persistente che non lascia scampo. Sensazioni che oggi sperimentiamo sempre di più. Nel 2012 l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva previsto che nel 2020 la depressione sarebbe stata la malattia mentale più diffusa al mondo, oltre a ciò, la pandemia ha ulteriormente peggiorato la stabilità psicologica delle persone. Il disagio sperimentato da molti diventa una condanna alla solitudine e spesso all’incomprensione che sembra non avere fine. La situazione attuale, che oltretutto non sembra migliorare, non è d’aiuto. Il continuo isolamento forzato, la mancanza di svago e di socializzazione portano le persone a rinchiudersi sempre di più nel proprio dolore.

 

Charles Baudelaire

Possiamo considerare Charles Baudelaire uno dei poeti più importanti del XIX secolo. La modernità della sua scrittura influenzò tutta la letteratura dell’epoca e quella successiva. La vita tormentata lo rese un personaggio unico; la fama di poeta maledetto, che lo accompagna ancora oggi, rappresenta non solo la sua vita, ma anche il suo stile poetico. Baudelaire diventa giornalista e critico d’arte. Traduce vari autori, tra cui Edgar Allan Poe e inizia a frequentare gli intellettuali dell’epoca. Nel 1848 fonda il giornale Il saluto pubblico. Dopo “I fiori del male” uscito nel 1857, nel 1862 pubblica “Lo spleen di Parigi”. Morirà solo e coperto di debiti nel 1867.

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