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“Canto di Natale” di Charles Dickens, un romanzo di speranza e di magia

"Il Canto di Natale" di Charles Dickens è un romanzo che ha il potere di condurci immediatamente nell’atmosfera natalizia, ogni anno è una piacevole tradizione ricordarlo.

Le festività natalizie sono alle porte e tutto sembra suggerircelo: le luci illuminano le strade affollate, i profumi delle bancarelle ci inebriano mentre passeggiamo, i colori delle decorazioni addobbano le nostre case. Un clima di festa e incredibile spensieratezza: per alcuni di noi il Natale è sicuramente il periodo più felice e magico dell’anno. “Canto di Natale” di Charles Dickens è un romanzo che ha il potere di condurci immediatamente nell’atmosfera natalizia, ogni anno è una piacevole tradizione ricordarlo.

Canto di Natale

Nessuno lo fermava mai per via per dirgli con cera allegra: “Come si va, caro il mio Scrooge? a quando una vostra visita?” Né un poverello gli chiedeva la più piccola carità, né un bambino gli domandava che ore fossero, né uomo o donna, una volta sola in tutta la vita loro, si erano rivolti a lui per informarsi della tale o tal’altra strada. Perfino i cani dei ciechi davano a vedere di conoscerlo; scorgendolo di lontano subito si tiravano dietro il padrone in una corte o in un chiassuolo. Poi scodinzolavano un poco, come per dire: “Povero padrone mio, val meglio non aver occhi che avere un mal occhio!”

Ma che gliene premeva a Scrooge! Meglio anzi, ci provava gusto. Sgusciare lungo i sentieri affollati della vita, ammonendo la buona gente di tirarsi in là, era per Scrooge come per un goloso sgranocchiar pasticcini.

Scrooge e la società vittoriana

“Canto di Natale” è un romanzo di genere fantastico pubblicato da Charles Dickens nel 1843. L’opera ispirò centinaia di versioni teatrali, music-hall e opere liriche in tutto il mondo. Il romanzo denuncia gli aspetti negativi della società vittoriana, soffermandosi sull’ipocrisia e sulla superficialità dell’epoca. Il protagonista Scrooge è il vecchio banchiere, temuto da tutti per la sua avarizia e il suo feroce egoismo. Egli odia terribilmente il Natale: quel periodo dove i bambini giocano per le strade con i loro fastidiosi e rumorosi canti, quando c’è chi si permette di bussare nelle abitazioni altrui chiedendo sfacciatamente un’offerta per i più poveri.

L’opera è ambientata nella notte della Vigilia di Natale: il peggior periodo dell’anno per il protagonista. Scrooge è infatti un uomo egoista e cinico, completamente insensibile davanti alle esigenze della povera gente. Tuttavia, la sua vita cambierà radicalmente: nella notte di Natale tre Spiriti, quello del passato, del presente e del futuro muteranno il suo destino, e la luce del Natale potrà finalmente irrompere nel suo gelido cuore.

Capire i propri errori

Nel libro “Canto di Natale”, Scrooge è crudele ed egoista con tutti: costringe il suo impiegato a lavorare fino a tardi nella vigilia di Natale, nega ogni aiuto ai poveri, inveisce contro chiunque gli chieda un po’ di misericordia. Tuttavia, la magia del Natale concederà anche a Scrooge una seconda possibilità. Il cambiamento, tuttavia, non può essere istantaneo, richiede fatica e dolore: il protagonista dovrà affrontare momenti difficili, ricordi ingombranti del suo passato lo tormenteranno, lo faranno piangere e disperare.

Scrooge dovrà osservare con i suoi stessi occhi le conseguenze delle sue decisioni egoiste, ritrovandosi faccia a faccia con la crudeltà delle sue azioni. Dopo questo terribile e sconvolgente viaggio, Scrooge comprenderà i suoi errori, deciderà di cambiare radicalmente la condotta della sua vita, abbandonando quella brama di denaro che lo avrebbe condotto inesorabilmente all’infelicità.

L’autore in Canto di Natale vuole focalizzare l’attenzione del lettore su temi assai delicati per la società dell’epoca: lo sfruttamento minorile (a cui fu sottoposto lo stesso Dickens), la povertà che attanagliava gran parte della popolazione, la terribile ipocrisia dei più ricchi, decisi ad ignorare con cieca ostinazione i bisognosi. Gli altri romanzi impegnati a far luce su tematiche sociali del tempo sono Oliver Twist, David Copperfield, Tempi difficili e Grandi speranze.

Il cambiamento di Scrooge

Molto spesso è complesso liberarsi dalla superficialità e dall’egoismo: è più semplice guardare ogni cosa con leggerezza, non immedesimandosi nella vita di chi ci circonda. Aiutare chi è in difficoltà e abbandonare la propria posizione di “privilegiato” richiede un notevole impiego di energia; per Scrooge sarebbe stato molto meno dispendioso rimanere fermo nelle proprie convinzioni, evitando lo shock di incontrare e conoscere il dolore degli altri, abbandonando le propria comodità così confortevoli. Osservare la sofferenza altrui e costruire empatia ci costringe a cambiare, ad abbandonare il nostro unico punto di vista. Scrooge alla fine del romanzo cambia, ma prima dovrà affrontare la sua sofferenza e soprattutto quella che ha causato agli altri con il suo crudele comportamento. Cambiare prospettiva, riflettere sulle proprie azioni e ammettere i propri sbagli sono atti coraggiosi che non sempre siamo disposti a compiere.

Canto di Natale non rappresenta solo una denuncia sociale, è anche un racconto di speranza e di magia: la redenzione è possibile per tutti, ogni cuore, persino il più arido, può sperare in una seconda possibilità, può perdonarsi e redimersi, raggiungendo finalmente la pace.

Giorgia Aurora Monaco

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