Il commento

Luca Nannipieri, “Perché le biblioteche sono chiuse ma l’IKEA è aperta?”

Ospitiamo il giudizio del noto critico d'arte Luca Nannipieri, di cui sta per uscire il libro "A cosa serve la storia dell'arte" (Skira), in seguito alla decisione, contenuta nel recente Dpcm, di chiudere le biblioteche.
Luca Nannipieri, "Perché le biblioteche sono chiuse ma l'IKEA è aperta?"

Biblioteche chiuse, IKEA aperta. Questo è il messaggio che stiamo dando al futuro dell’Italia. Facciamo a meno delle biblioteche, mentre l’IKEA no: è un servizio essenziale. Vengono chiuse le biblioteche, che rendono disponibili gratuitamente milioni di libri a comunità intere di persone. Mentre viene tenuta aperta l’IKEA dove entri e paghi ogni centimetro di suolo.

Osservatela bene questa distinzione, fatta passare per ragioni sanitarie di contenimento della pandemia. Per legge sovrana, stiamo dicendo che ciò che è gratuito è irrilevante, mentre ciò che paghiamo diventa necessario, in virtù del fatto che il mercato non si può fermare. Stiamo dicendo che le biblioteche sono precluse, perché non essenziali, mentre l’IKEA ha le porte spalancate, perché evidentemente offre qualcosa ritenuto non sopprimibile.

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Proprio ora che vengono liquidate come ambienti di poco conto, è bene ricordare che le biblioteche hanno continuato ad esistere attraverso millenni di guerre, carestie, pestilenze, bombardamenti, come una delle conquiste più durature dell’umanità. L’etimo greco della parola ci dice che cosa sono sempre state: biblíon (libro) théke (deposito, ripostiglio), il ripostiglio del libro.

Dai primi spazi a noi conosciuti, in Medio Oriente, ad esempio nella città di Ebla, in cui venivano raccolte decine di migliaia di tavolette d’argilla, alla biblioteca del re assiro Assurbanipal del VII secolo a.C., alle biblioteche accanto allo studium e allo scriptorium nelle abbazie benedettine, alle biblioteche nazionali dove si conserva la memoria editoriale di una nazione (la Biblioteca Nazionale di Firenze, la Bibliothèque Nationale de France a Parigi, la British Library a Londra, la Library of Congress a Washington). Fino alle recenti biblioteche virtuali, come Bivio, la Biblioteca virtuale online, della Scuola normale superiore di Pisa e dell’Istituto nazionale di studi sul Rinascimento, che digitalizza e mette a gratuita disposizione online classici e testi rari. Questi depositi di libri non hanno mai smesso di esserci in quasi 3 millenni di storia.

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Ricordiamocelo, ora che da quasi un anno le teniamo chiuse, fino a non si sa quando. Come in soffitta o nel sottoscala teniamo buttati gli stracci logori o gli abiti che non mettiamo più.

Luca Nannipieri

Photocredits: Paolo Ferraina

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