L'opinione

Luca Nannipieri, “Perché i musei chiudono e Ronaldo gioca?”

Riceviamo e pubblichiamo il giudizio del noto critico d'arte Luca Nannipieri, di cui sta per uscire il libro "A cosa serve la storia dell'arte" (Skira), in seguito alla decisione di chiudere i musei prevista nel prossimo Dpcm
Luca Nannipieri, "Perché i musei chiudono e Ronaldo gioca?"

Ronaldo continua a giocare. Michelangelo e Leonardo da Vinci vengono chiusi a chiave. Ecco che cosa l’Italia ha deciso di se stessa e del proprio futuro. Il Governo, tramite il Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, ha annunciato che chiuderà i musei, dopo aver chiuso teatri, cinema e sale da concerto, per contenere la diffusione del virus.

Però i giocatori di calcio e le mille persone, tra sportivi, allenatori, staff tecnico, massaggiatori, giornalisti, macchinisti, che lavorano attorno alle partite, continueranno a lavorare e dunque a guadagnare e portare i soldi a casa. Mentre archeologi, storici dell’arte, restauratori, bibliotecari, archivisti, guide turistiche, artisti, attori, registi, scenografi, costumisti, curatori, produttori, agenti letterari, editori, che lavorano attorno a musei, gallerie, biblioteche, teatri, siti archeologici, archivi, pinacoteche, festival, rassegne, salvo rarissimi casi di chiara fama, continueranno da marzo, cioè da 8 mesi, per lungo tempo, a vivere senza stipendi, senza entrate economiche, senza tutele e garanzie, con spettacoli cancellati, conferenze cancellate, festival rimandati a tempo indeterminato, restauri bloccati, campagne di scavo sospese, mostre rinviate ormai al 2022, programmazioni semestrali congelate, sponsor e finanziamenti scomparsi per evidente non attività.

Smettiamola con le finzioni da padri e madri ipocriti quali siamo: ai nostri ragazzi che vanno a scuola non diamo da studiare Dante, Giotto o Caravaggio. Diciamogli fin da subito la realtà: che Ronaldo è più importante. Perché essere così ipocriti e fargli imparare a memoria L’Infinito di Leopardi (facendogli credere una finzione, ovvero che Leopardi per il nostro tempo è essenziale), se poi chiudiamo a tempo indeterminato la casa-museo del poeta a Recanati, mentre i giocatori continuano a tirare calci alla palla? Nella casa del poeta il virus si trasmette di più che negli spogliatoi della Juventus?

Smettiamola dunque di essere ipocriti. Se per il virus chiudiamo l’inessenziale (musei, teatri, gallerie, siti archeologici, biblioteche, archivi) mentre lasciamo aperto e funzionante l’essenziale (Ronaldo e il calcio), allora bisogna essere fino in fondo realisti: a scuola basta con Leopardi, Michelangelo e Omero (inessenziali), e forza con Ronaldo e i supercampioni del calcio (essenziali). Il futuro che stiamo insegnando alle nuove generazioni è questo e anche la scuola, nei suoi programmi educativi, deve adattarsi. Basta Michelangelo, forza Ronaldo: questo è l’avvenire del nostro Paese.

Luca Nannipieri

© Riproduzione Riservata
Commenti