inaugurazione Bookcity

Zadie Smith, “La scrittura è un modo per riprendere il controllo sulla realtà”

Una serata ricca di interventi e riflessioni, tra la consegna virtuale del Sigillo della Città di Milano all’autrice britannica Zadie Smith e le riflessioni sull’ambiente e la pandemia di Telmo Pievani

Zadie Smith, "La scrittura è un modo per riprendere il controllo sulla realtà"

Si è aperta ieri sera la nuova edizione di Bookcity Milano. Una serata intensa che, con l’intervento dell’autrice britannica Zadie Smith e quello del filosofo Telmo Pievani, ha rappresentato una sintesi dei due focus di quest’anno: I talenti delle donne e Terra Nostra.

La distanza soltanto fisica

Il presidente dell’associazione Bookcity Piergaetano Marchetti ha ufficialmente dato il via alla manifestazione, ricordando che, in un’edizione completamente digitale, “la distanza è solo fisica. Bookcity celebra e vuol celebrare, nella distanza, la vicinanza del libro. Il libro ci fa sapere, esplorare, ci immerge nella società, ci fa viaggiare nei sentimenti. Il libro è un compagno essenziale che ha un ruolo decisivo proprio quando si vive a distanza”.

L’intervento del sindaco di Milano Sala

È intervenuto poi il sindaco di Milano Giuseppe Sala che, citando l’ospite Zadie Smith, ha detto: “In questa strana e incontenibile stagione è difficile parlare di festa dei libri, ma di libri noi dobbiamo parlare, in continuazione, con piacere, con volontà, con il desiderio che siano al centro della nostra vita. I libri sono importantissimi anche per quello spirito civico che quanto mai oggi è fondamentale per tenere in vita la nostra comunità.” Ha poi consegnato virtualmente il Sigillo della città alla Smith, “amata per la qualità della sua scrittura” ma anche per il suo impegno sociale nell’affrontare “i temi delle disuguaglianze, dell’inclusione, della giustizia sociale, della condizione femminile, tutte questioni alla base della nostra società e la cui soluzione porterà a trovare una via nuova per la nostra vita”.

Il sigillo della città a Zadie Smith

Zadie Smith, in collegamento da Londra, ha salutato gli spettatori e ringraziato il sindaco in un buonissimo italiano. L’autrice ha infatti vissuto due anni a Roma, dal 2006 al 2008, e ama moltissimo il nostro Paese. Intervistata da Edoardo Vigna, giornalista del Corriere della Sera, ha parlato dei suoi ultimi due libri pubblicati in Italia. “Grand Union”, una raccolta di racconti pubblicata da Mondadori e “Questa strana e incontenibile stagione”, pubblicato da Edizioni Sur.

Scrivere per riprendere il controllo

Nel corso dell’intervista sono stati toccati tanti temi, primi tra tutti il virus e la pandemia, che la Smith ha affrontato scrivendo, tra marzo e maggio, i sei saggi che compongono Questa strana e incontenibile stagione: “Scrivere era un modo per riprendere il controllo su ciò che mi circondava e capire cosa provavo e pensavo. Di solito cerco di mantenere un certo distacco dalle notizie ma in quel periodo, come tutti, leggevo e ascoltavo notizie giorno e notte. L’ho trovato un modo di pensare molto opprimente, la scrittura era un modo per liberarmene.”

Grand Union

Ha poi spiegato perché la scelta della forma del racconto in Grand Union. “I racconti sono impulsi rapidi. Di solito succede qualcosa, vedo qualcosa o una combinazione di cose e questo basta a farmi iniziare”. Un modo per esplorare tutte le potenzialità della scrittura, che le ha dato la possibilità di affrontare temi diversi, tra cui la discriminazione razziale, l’impatto della tecnologia, il senso di comunità, e di mettersi addirittura nei panni di un Dio creatore che, guardando il mondo di oggi, “deve probabilmente essere deluso per come sono andate le cose”.

Terra Nostra

La serata si è conclusa con l’interessante intervento del filosofo e accademico Telmo Pievani, che ha spiegato in che modo l’emergenza ambientale e i virus siano collegati e quindi l’importanza del focus Terra Nostra: “Quando agiamo in modo distruttivo nei confronti della natura ne paghiamo le conseguenze. Terra Nostra è un invito a capire le interdipendenze che ci riguardano, a capire che siamo vulnerabili e che dobbiamo essere lungimiranti, che dobbiamo agire oggi perché le conseguenze delle nostre azioni lascino un mondo migliore ai nostri figli e ai nostri nipoti.”

A completare la serata l’intervento musicale de LaFil – Filarmonica di Milano che ha aperto con un brano di Charles Ives, “The unanswered question”, e ha concluso con due Lieder di Strauss, “Primavera” e “Andando a dormire”, entrambi su testi di Herman Hesse e interpretati dal soprano Carmela Remigio.

Photo credits: David Shankbone

 

Cecilia Mastrogiovanni

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