Fantastiche Donne

Anna Karenina, l’eroina complessa e tormentata di Tolstoj

Con Anna Karenina continua la nostra rassegna di Donne Straordinarie dei libri che prima di Wonder Woman hanno avuto successo sia nella storia della letteratura che al cinema

Anna Karenina, l'eroina complessa e tormentata di Tolstoj

Milano – Col ritorno in auge di Wonder Woman grazie all’ultimo film targato Marvel abbiamo deciso di raccontarvi le appassionanti storie di altre eroine – o supereroine – che sono riuscite ad avere un grosso successo non solo tra le pagine letterarie ma anche nella loro versione cinematografica.
Dopo il primo appuntamento con Wonder Woman, quest’oggi vi parliamo di Anna Karenina, donna che rinuncia alla sua realtà familiare, dando piuttosto corpo alla sua passione per il Conte Vronskij.

DONNA TORMENTATA – Protagonista dell’omonimo romanzo di Lev Tolstoj, pubblicato per la prima volta nel 1877, Anna Karenina è indubbiamente uno degli animi più tormentati e passionali del mondo della letteratura, raccontati anche al cinema. Brutalmente stroncato dalla critica russa, fin dalla sua prima pubblicazione, definito “frivolo” dai più, in realtà, è da considerarsi uno dei romanzi-capolavoro più celebri del realismo.
Anna Karenina ha sempre solleticato l’interesse delle produzioni cinematografiche, tant’è che ha avuto ben 12 trasposizioni, di cui l’ultima risale al 2012, diretta dal regista inglese Joe Wright. Ad interpretare la protagonista, l’attrice Keira Knightley, nota per le sue interpretazioni fortemente improntate al melò – ma ben prima di lei potremmo citare Greta Garbo e Vivien Leigh.

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TRA LIBRO E CINEMA – Difficile non riuscire a commuoversi leggendo il romanzo, ancora più difficile è riuscire a non farlo al cinema, grazie a questa trasposizione che mostra le forti contraddizioni di una società divisa tra realtà agraria e urbana e tra tradizionalismi e progresso galoppante, dove a scontrarsi sono inevitabilmente la famiglia concepita nei suoi valori principali e l’amore passionale che, però, accompagna verso il suo tragico finale.
La Knightley, anche se troppo giovane, rende magicamente, con le sue micro-espressioni facciali, il turbinio di sensazioni contraddittorie che Anna prova, inevitabilmente, anche contro la sua stessa volontà – e Tolstoj aveva descritto il tutto in maniera così magica da non crederci

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