La casa editrice diretta da Elisabetta Sgarbi

Al Salone del Libro “salpa” la Nave di Teseo, nel ricordo del suo “timoniere” Umberto Eco

A Torino l'omaggio ad Umberto Eco da parte degli amici con cui ha fondato la casa editrice indipendente diretta da Elisabetta Sgarbi
Al Salone del Libro "salpa" la Nave di Teseo, nel ricordo del suo "timoniere" Umberto Eco

TORINO – “Umberto Eco ha spinto la nave in mare con noi a bordo, adesso tocca a noi farla navigare in acque sicure”. E’ questa la mission de La Nave di Teseo, la casa editrice indipendente di narrativa, saggistica e poesie, italiana e straniera, nata dopo la decisione da parte di Elisabetta Sgarbi, Mario Andreose ed Eugenio Lio di lasciare Bompiani in seguito alle trattative di fusione tra Rcs e Mondadori.

 

PAPE SATAN ALEPPE – L’incontro al Salone del Libro dedicato a questa nuova realtà editoriale inizia con l’intervento di Elisabetta Sgarbi, grande amica di Umberto Eco, la quale ha voluto ricordare il grande scrittore scomparso lo scorso 19 febbraio leggendo le ultime mail di risposta a delle proposte editoriali ricevute dall’autore de “Il nome della rosa”. Da queste mail si evinceva lo spirito schietto e diretto di Eco, ma anche il suo profondo rispetto per l’amica elisabetta Sgarbi, alal quale girava tutte le proposte di pubblicazione, “restando fuori dalle escelte esecutive”. Infine, Elisabetta Sgarbi parla del libro postumo di Umberto Eco, “Pape Satàn Aleppe”, libro che raccoglie 15 anni di scritti rivisti tratti dalla rubrica de L’Espresso “La Bustina di Minerva”. “In questo libro – afferma la Sgarbi – ho ritrovato sia la ferocia sia la sua tenerezza di nonno. Sapeva che questo librosarebbe finito in mano ai suoi amati nipoti. Al forte legame con i nipoti si allaccia Mario Andreose per il suo intervento. “Un giorno, i nipoti chiesero ad Umberto Eco: nonno, perchè fondare una nuova casa editrice? E lui rispose: Perchè si deve”.

 

ECO COME MICHELANGELO – A prendere la parola è quindi Furio Colombo, amico di vecchia data di Umberto Eco, al quale era legato dai tempi del liceo. “Umberto eco ha lasciato una pesantissima impronta, la stessa che gli ha fatto dire “io non sono in vendita”. La Nave di Teseo non è stata fondata per caso, ma è stato il frutto di  una situazione storico-politica del nostro Paese ed è nata intorno ad un personaggio non in vendita”. Dal ricordo dell’amico a quello dell’autore, ecco come era l’intellettuale Umberto Eco secondo Furio Colombo. “Aveva lo stesso atteggiamento che aveva Michelangelo di fronte ad un cumulo di marmo: la statua c è già, occorre solo togliergli la polvere intorno ed il superfluo. Umberto Eco era indisponibile verso i percorsi specialistici. Non ha mai avuto un linguaggio specialistico, ma ha sempre utilizzato un grande linguaggio narrativo popolare, capace di avvicinarlo alla gente”. Si, perchè Umberto Eco non manca solo ai suoi amici, ma anche a tutti i lettori italiani e stranieri.

 

 

 

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