Vita da lettore

9 manie che solo un vero amante dei libri può capire

La vita di un lettore e costellata da piccole psicosi. Ecco 9 manie che, in qualità di veri amanti dei libri, ci attanagliano

MILANO – Noi lettori abbiamo molte stranezze ed eccentricità, nel corso delle vostre vite ormai ve ne sarete accorti. Ci portiamo sempre un libro dietro e se non lo facciamo scoppia il panico, se finiamo un libro durante un lungo viaggio e non ne abbiamo uno nuovo con cui coprire la distanza restante impazziamo, abbiamo pochissima fantasia quando si tratta di fare regali (toh, magari un libro!). Su bustle.com abbiamo trovato le 9 piccole manie di ogni profondo amante dei libri: non vorrete mica farci credere di esserne esenti…

 

Avere sempre un libro dietro

Senza un libro nella borsa, nello zaino, nella tasca ci sentiamo totalmente smarriti. La giornata potrebbe offrirci impensabili opportunità di lettura, e noi vogliamo sempre farci trovare pronti. Sul treno, aspettando la metro, nella sala d’attesa del dentista, in coda in posta, mentre aspettiamo che bolle l’acqua per la pasta. Avere un libro appresso ci dà sicurezza e adoriamo diversificare le nostre occasioni/esperienze di lettura!

 

Spese eccessive croniche

Noi lettori amiamo alla follia circondarci di libri. Adoriamo le biblioteche e le librerie, e sogniamo di trasformare le nostre stanze e le nostre case in simili, meravigliosi  depositi di carta stampata. Purtroppo, per quanto si possa risparmiare coi libri di seconda mano, i saldi, le offerte speciali, gli acquisti via internet, le librerie remainders e quant’altro, procacciarci un libro comporta una spesa. E certi mesi, quando veniamo colti da certi raptus, le proposte delle librerie non si possono rifiutare e le uscite più attese si concentrano tutte negli stessi giorni… questa nostra passione tutto sommato non troppo costosa si ritrova di colpo a incedere in maniera esorbitante sulle nostre finanze, ahinoi…

 

Tutti quei riferimenti letterari più o meno velati… e più o meno opportuni…

Le nostre giornate sono piene di insignificanti episodi quotidiani che riportano alla nostra mente tonnellate di reminiscenze letterarie. Il problema è che non sempre rivelarle al mondo è una scelta gratificante: il più delle volte i nostri sventurati interlocutori ci guardano perplessi, senza alcuna idea di cosa stiamo parlando. Però sono soddisfazioni enormi le poche volte in cui scorgiamo il luccichio entusiasta in fondo agli occhi del vero lettore, che capisce la nostra citazione, sa di cosa stiamo parlando: non scuote la testa sorridendo imbarazzato, ma ci guarda con stima, rispetto e complicità. Siamo della stessa pasta, fratello.

 

Frequenti – frequentissime! – distrazioni

Spesso – troppo spesso! – ci dimentichiamo dell’esistenza di un mondo reale in cui dovremmo vivere, interagendo con gli altri, procacciandoci il necessario al nostro sostentamento, e fare cose, vedere gente. Sprofondiamo dalle pagine emergendone soltanto a notte fonda, marchiati di ignominia, di apatia e di misantropia. Non è così… è che preferiamo mondi che non esistono!

 

Reazioni emotive eccessive

Magari siamo persone tranquillissime e pacata, ma all’improvviso diamo in escandescenze se ci toccate i nostri autori preferiti. Il fatto che qualcuno – di solito un idiota – abbia da ridire sul nostro libro preferito tira fuori la tigre mangiauomini assopita nei meandri della nostra pacioccosa anima lettrice. Al contrario, ci emozioniamo tantissimo quando scopriamo di avere un libro del cuore in comune con un perfetto sconosciuto: sappiamo fin da subito che è uno spirito affine e che abbiamo almeno un argomento comune sul quale potremmo parlare appassionatamente per ore!

 

Ira funesta al cinema e alla televisione

Ogni adattamento di qual si voglia fattura ci fa imbestialire. Sappiamo scovare al volo 1729 mastodontiche incongruenze tra libro e trasposizione filmica. Ora, capiamo che sia difficile, talvolta impossibile, concentrare 1500 pagine in un film di due ore, quindi è opportuno intervenire in maniera ingorda sul testo. Ma scusate, se il libro è lungo quattrocento pagine, è davvero necessario realizzare una trilogia per un totale di 9 ore erotte? (Confermo, sto guardando “Lo Hobbit”)

 

Riqualificare qualunque tipo di oggettistica varia ed eventuale in un ruolo di grandissima responsabilità: il segnalibro

Volantini, scontrini, figurine, stuzzicadenti, posate, occhiali, occhiali da sole, biro, matite, altri libri, biglietti aerei, documenti, dita… Qualsiasi cosa, pur di non essere costretti a sforzi di memoria tanto volenterosi quanto futili. E soprattutto mai, mai e poi giammai fare le orecchie alla pagina. Anatema!

 

Regalare sempre soltanto e comunque libri. Ancora, ancora e ancora libri

C’è da stupirsi che i nostri amici siano ancora tali, e che i nostri famigliari si ostinino a parlarci e – forse – a volerci bene. In realtà non sappiamo fare regali e siamo molto ma molto egoisti in questo particolare frangente. Non tanto perché non regaliamo che libri (come se non bastasse consigliare i nostri titoli preferiti e lanciarsi in spregiudicate campagne di convincimento per avvicinare chiunque alla lettura), ma perché regaliamo soltanto i libri che noi amiamo (sì, magari sforziamo un pochino di sceglierne uno che potrebbe magari anche piacere al ricevente dell’offerta) con l’ultra-egoistico scopo di guadagnare un lettore in più col quale confrontarci. Siamo delle brutte persone.

 

Immaginare che gli altri – tutti gli altri – siano personaggi di un romanzo

Tutte le persone con una certa esperienza su questo allegro pianeta verde marrone e azzurro a un certo punto della vita imparano a catalogare le persone basandosi sui loro comportamenti. Questo permette di prevedere eventuali sviluppi e reazioni future, seppure su calcoli per forza approssimativi. Noi lettori andiamo oltre. Le nostre categorie sono personaggi letterari. Assegniamo a ciascun individuo incontriamo una corrispondenza letteraria, e ci illudiamo di poter conoscere una persona, i suoi ragionamenti e le sue strutture mentali leggendo dei romanzi che associamo arbitrariamente. Se non è un atteggiamento disfunzionale questo…

 

E voi, amici lettori? Quali di queste manie fanno parte delle vostre esistenze? Ne potete aggiungere altre?

 

 

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