Libri da leggere in autunno

5 romanzi da leggere a casa davanti a una tazza di tè

Da Le notti bianche di Dostoevskij al mistero di Nigger Island, da opere fredde ad amori difficili, cinque romanzi che fungono da cornici letterarie a una tazza di tè…
5 romanzi da leggere a casa davanti a una tazza di tè

MILANO – Settembre cede il passo a ottobre e le dita si fanno fredde. Inizia quel periodo dell’anno: il buio, le luci, gli scherzi di Halloween e le tazze di tè. Da quello nero indiano agli infusi verdi dalle proprietà depurative, vi proponiamo cinque spunti letterari da divorare sotto le coperte, in compagnia di una buona tazza di tè.

 

Romanzo breve del celebre scrittore russo, Le notti bianche è un’immagine pittorica, un quadro dai toni freddi e suggestivi. Il sognatore descritto da Dostoevskij potrebbe incarnare tutti noi: visionario, aspira al completo isolamento e all’allontanamento dalla realtà più tangibile. Una notte, l’eterno sognatore incontra Nasten’ka, che rifulge d’amore per l’inquilino della nonna, che un anno prima le aveva promesso un celere ritorno da lei. Pietroburgo fa da sfondo a un romanzo breve, scandito in quattro tempi, sull’abbandono e l’illusione.

Il vento che soffia alacremente contro le imposte, un amore perduto e un’anima dannata. Cime tempestose è tetro, spesso disarmonico e crudo. Emily Brontë non si fa certo portavoce di classici romanzi nei quali il sentimentalismo fa da padrone. Heatcliff non è un esempio ineccepibile di uomo signorile e Catherine di donna ferma. Eppure i fatti di Wuthering Heights colpiscono per il trasporto con cui l’autrice dello Yorkshire li descrive. L’amore si trasforma, muta e da sentimento nobile trascina con sé odio e vendetta.

Non ha bisogno di presentazioni. La scrittrice britannica, madre dell’investigatore dai baffi più celebri del ventesimo secolo, è stata estremamente prolifica. Le sue opere l’hanno resa immortale e And Then There Were None, titolo in lingua originale, è una fra queste. Perfetta esternazione dell’enigma della camera chiusa, in 10 piccoli indiani un gruppo eterogeneo di persone viene invitato a Nigger Island dall’ambiguo signor Owen, padrone della tenuta al centro dell’isola. Appena giunti, qualcosa non va. Una vecchia filastrocca appesa al muro e una voce accusatoria registrata su un grammofono sono portatrici di morte.

Otto ragazzini mascherati alla ricerca di Pipkin, loro amico scomparso, e un grande albero che all’improvviso appare la notte di Halloween. Queste le premesse al romanzo per ragazzi del ‘72, dimentico, solo in parte, del tratto di Bradbury. Con l’intento di rintracciare l’amico svanito, il gruppetto, scortato dall’enigmatica figura di Sudario, compie un viaggio alla scoperta delle origini legate alla festa pagana del 31 ottobre. Il cammino tra spazio e tempo riesuma tradizioni passate e vecchi folclori.

L’Incendiaria di Stephen King si apre con una dedica alla Jackson. Scrittrice e giornalista statunitense, amata dal padre di Pennywise, in Abbiamo sempre vissuto nel castello propone ai suoi lettori un romanzo claustrofobico e disturbante. “Il castello” altro non è che la prigione idilliaca nella quale Mary Katherine, la sorella Costance e lo zio invalido vivono. A spezzare l’ordine, ci pensa il cugino Charles che disvela torti sepolti da tempo. La narrazione è lineare, i fatti presentati per come accaduti. Spetta al lettore indagare gli animi dei personaggi e rinvenire in quale luogo il male si annida davvero.

Valentina Sala

 

 

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