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Nostalgia, 5 libri da leggere per curare il “dolore del ritorno”

Uno stato d'animo bizzarro, la nostalgia, che ci culla e ci intristisce allo stesso tempo. Scopriamo 5 libri perfetti da leggere per curare questa speciale emozione.

La nostalgia è uno degli stati d’animo più potenti sperimentati dall’essere umano. Più si cresce, più le occasioni per provarla si intensificano. Così, scopriamo che vivendo nella nostalgia ci si può incupire o crogiolare di una tristezza strana, quasi piacevole.

Uno degli strumenti più efficaci per affrontare questa particolare emozione è da sempre rappresentato dalla scrittura. Ecco perché innumerevoli opere parlano di nostalgia, occasioni, luoghi e affetti sfumati. Di pari passo con la scrittura, fra i metodi più adatti per combattere la tristezza di ciò che è passato c’è anche la lettura.

In questo articolo vi suggeriamo 5 libri perfetti da leggere per curare la nostalgia.

Cos’è la nostalgia

Ha un’etimologia piuttosto esplicita, la parola “nostalgia”: viene dal greco antico, ed è un termine che ne ingloba due: νόστος (nòstos), che significa ritornoe άλγος (àlgos), che significa dolore

Nostalgia è dunque il “dolore del ritorno“, uno stato d’animo che invade il cuore di chi, ripensando a una persona, a un luogo o a un tempo passati, prova un caldo senso di tristezza e rimpianto.

Si può provare nostalgia di un periodo trascorso, di un luogo visitato o vissuto, di una persona ormai lontana, perfino di un’idea, di un ricordo o di un sogno: uno stato d’animo strano, che ci intristisce, ci intimorisce e a tratti ci consola.

5 libri per curare la nostalgia

Myricae” di Giovanni Pascoli

Il primo libro che vi suggeriamo per curare la nostalgia è una raccolta poetica. E non è un caso. La nostalgia, infatti è, insieme all’amore, lo stato d’animo che più ha ispirato i poeti.

“Myricae” è la prima raccolta di Pascoli e fu pubblicata per la prima volta nel 1891. Inizialmente formata da ventidue componimenti, fu ampliata nelle successive edizioni fino a quella definitiva del 1903.

Il titolo deriva dal nome latino di un piccolo arbusto sempreverde, le tamerici, che secondo un’immagine virgiliana simboleggia le piccole cose e la vita semplice. Sono per lo più quadretti di vita di campagna, sui quali aleggiano il mistero della natura e il dolore degli uomini. Una raccolta che ha segnato la storia della letteratura italiana e che trasuda nostalgia.

Il traghetto per Gabriola” di Malcolm Lowry

Malcolm Lowry è uno degli scrittori di culto dell’immediato secondo dopoguerra, muore povero e malato per un mix di barbiturici e alcol dopo un aspro litigio con la moglie.

“Il traghetto per Gabriola”, pubblicato postumo e revisionato dalla moglie, racconta la storia d’amore di un personaggio ispirato allo stesso Lowry, Ethan Lleweyllen, e sua moglie, nel loro non-consumato viaggio verso Gabriola, una delle isole a largo della Colombia britannica.

Si tratta di un romanzo che ha come tema centrale la nostalgia, di un luogo, di una persona, di un sogno.

Nel libro, infatti, Lowry ha cercato di descrivere i quattordici anni passati con la moglie Margerie in una rustica capanna su palafitte da lui costruita in un’insenatura dell’isola di Vancouver, in quello che era stato sicuramente il periodo più felice della sua vita.

Un romanzo dove trovano espressione i complessi processi dell’inconscio e l’equilibrio mentale dei singoli personaggi, e temi quali la vita, l’amore, il bere, i viaggi, il misticismo ma anche la letteratura negli anni quaranta.

Due vite” di Emanuele Trevi

Questo libro di Emanuele Trevi ha molto a che vedere con il tema della nostalgia: all’apparenza si presenta come il racconto di due vite, quella di Rocco Carbone e Pia Pera, scrittori prematuramente scomparsi qualche tempo fa e legati, durante la loro breve esistenza, da profonda amicizia.

Trevi ne delinea le differenti nature: incline a infliggere colpi quella di Rocco Carbone per le Furie che lo braccavano senza tregua; incline a riceverli quella di Pia Pera, per la sua anima prensile e sensibile, cosi propensa alle illusioni.

Ne ridisegna i tratti: la fisionomia spigolosa, i lineamenti marcati del primo; l’aspetto da incantevole signorina inglese della seconda, così seducente da non suggerire alcun rimpianto per la bellezza che le mancava.

Ne mostra anche le differenti condotte: l’ossessione della semplificazione di Rocco Carbone, impigliato nel groviglio di segni generato dalle sue Furie; la timida sfrontatezza di Pia Pera che, negli anni della malattia, si muta in coraggio e pulizia interiore.

Tuttavia, la distanza giusta, lo stile dell’unicità di questo libro non stanno nell’impossibile tentativo di restituire esistenze che gli anni trasformano in muri scrostati dal tempo e dalle intemperie. Stanno attorno a uno di quegli eventi ineffabili attorno a cui ruota la letteratura: l’amicizia.

La straniera” di Diana Gabaldon

Se c’è un libro avventuroso, romantico, toccante e avvincente legato al tema della nostalgia, questo è “La straniera”, il primo volume della saga di Outlander di Diana Gabaldon.

È il 1945, la guerra è finalmente finita. Claire Randall, ex infermiera della Royal Army, sta trascorrendo una seconda luna di miele nelle Highlands scozzesi assieme al marito Frank, professore di storia a Oxford.

Durante una passeggiata, Claire viene catturata dal misterioso cerchio di pietre eretto sulla collina di Craigh na Dun: inconsapevole viaggiatrice nel tempo, si ritrova straniera in terra straniera – una sassenach –, catapultata all’improvviso in un paese devastato dai conflitti e diviso tra i clan.

È l’anno del Signore 1743. In quel mondo intriso di passione e violenza, superstizioni e infide alleanze, la vita di Claire è in costante pericolo. E anche il suo cuore: l’unico su cui possa contare è il giovane Jamie Fraser, guerriero scozzese ricercato dalle Giubbe Rosse, con cui instaura un rapporto via via più profondo.

Gli aquiloni” di Romain Gary

Infine, vi parliamo di un romanzo che ha al centro un toccante racconto in cui si intrecciano storia, incontro fra generazioni, una promessa d’amore, piccoli grandi sogni e un insaziabile desiderio di pace.

La nostalgia è il fil rouge che unisce tutte le tematiche presenti ne “Gli aquiloni” di Romain Gary.

È un giorno d’ombra e sole degli anni Trenta quando, dopo essersi rimpinzato e assopito sotto i rami di una capanna, Ludo scorge per la prima volta Lila, una ragazzina biondissima che lo guarda severamente da sotto il cappello di paglia.

Ludo vive a Cléry, in Normandia, con suo zio Ambroise, «postino rurale» tornato pacifista dalla Grande guerra e con una inusitata passione: costruire aquiloni.

Non è un costruttore qualunque. Da quando la “Gazette” di Honfleur ha ironicamente scritto che gli aquiloni dell’«eccentrico postino» avrebbero reso famosa Cléry «come i pizzi hanno costituito la gloria di Valenciennes, la porcellana quella di Limoges e le caramelle alla menta quella di Cambrai», Ambroise è divenuto una celebrità.

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