legami famigliari

5 libri da leggere sul misterioso legame tra gemelli

Sono molti i libri, ed anche i film, in cui al centro della storia c'è la speciale vicinanza che si instaura tra due fratelli identici, nell'aspetto e spesso anche nel carattere
5 libri sul misterioso legame tra gemelli identici

MILANO – Un’interessante articolo di Electric Literature esplora il mondo dei gemelli omozigoti e del racconto del loro speciale – e a tratti inquietante! – legame in letteratura. Sono molti i libri, ed anche i film, in cui al centro della storia c’è la speciale vicinanza che si instaura tra due fratelli identici, nell’aspetto e spesso anche nel carattere. Due esseri umani dalla fortissima complicità sono di certo il punto di partenza perfetto per una storia avvincente: è quello che devono aver pensato anche gli autori dei 5 romanzi che trovate in questo articolo, dedicato a chi ha un gemello ma anche a chi ha sempre desiderato averne uno.

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La dodicesima notte, William Shakespeare

È la storia di due gemelli fra loro somigliantissimi, Viola e Sebastiano, che vengono separati da un naufragio presso le coste dell’Illiria. Viola si vestirà con abiti maschili e si farà chiamare Cesario, andando a lavorare come paggio presso il duca Orsino. Finirà con l’innamorarsi del suo padrone il quale ama, non riamato, la contessa Olivia, che si innamora del suo bel paggio Viola/Cesario. L’arrivo di Sebastiano complica ulteriormente la situazione ponendo però le basi di un suo felice scioglimento. Olivia infatti si innamora di Sebastiano, mentre Orsino, scoperta la vera identità del suo paggio, decide di sposare Viola.

 

Il sosia, Fedor Dostoevskij

Il mite e umile consigliere Jakòv Petrovic’ Goljadkin non è quello che sembra: vive in lui un doppio, un “sosia”. Il suo io non è un tutto compatto e unico, bensì un mobile e disintegrabile complesso di impulsi che possono scindersi in altri io, tra loro in alternanza e in conflitto. Il suo sosia non è semplicemente una persona tanto somigliante a lui da poter essere per lui scambiata, ma, come dice la parola russa dvojnik, è la proiezione di un io in un altro io autonomo rispetto al primo. Esistono nel romanzo due Goljadkin che si completano in quanto totalmente opposti: uno timido e sottomesso, l’altro furbo e arrivista. E Goljadkin, come spiega Vittorio Strada nell’introduzione, è “la patologia dell’uomo qualunque, il primo gradino di quello ‘sdoppiamento’ che costituisce la malattia dell’uomo moderno”.

 

Le due città, Charles Dickens

Fra Parigi e Londra – mentre “un re dalla grossa mandibola e una regina dall’aspetto volgare sedevano sul trono d’Inghilterra; un re dalla grossa mandibola e una regina dal leggiadro volto, sul trono di Francia” – Dickens ambienta le vicende di un gruppo di persone coinvolte negli eventi della Rivoluzione francese e del periodo del Terrore: Charles Darnay, un aristocratico francese, vittima di accuse indiscriminate da parte dei rivoluzionari, e Sydney Carton, un avvocato inglese che cerca di redimere la propria vita per amore della moglie di Darnay. Vi si trovano tutti i temi classici del romanziere inglese: l’oppressione e la violenza, la povertà e la nobiltà di spirito, il sacrificio e la redenzione.

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Il dio delle piccole cose, Arundathi Roy

India, fine anni Sessanta: Ammu, figlia di un alto funzionario, lascia il marito, alcolizzato e violento, per tornarsene a casa con i suoi due bambini. Ma, secondo la tradizione indiana, una donna divorziata è priva di qualsiasi posizione riconosciuta. Se poi questa donna commette l’inaccettabile errore di innamorarsi di un paria, un intoccabile, per lei non vi sarà più comprensione, né perdono. Attraverso gli occhi dei due bambini, Estha e Rahel, il libro ci racconta una grande storia d’amore che entra in conflitto con le convenzioni.

La somiglianza, Tana French

L’ex detective della sezione ‘Infiltrati’ di Dublino Cassie Maddox viene convocata con urgenza dal suo vecchio capo Frank Mackey: una giovane donna è stata trovata uccisa, pugnalata al petto, in un cottage diroccato della campagna irlandese. Sembrerebbe un caso di routine, se non fosse che la vittima somiglia in modo impressionante a Cassie e che se ne andava in giro con un’identità fittizia, facendosi chiamare Lexie Madison. Il nome non è per niente nuovo a Cassie: nella sua prima missione, appena uscita dalla facoltà di psicologia, lo aveva usato come copertura allo scopo di infiltrarsi in un giro di trafficanti di droga all’interno del campus universitario.

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