Penne misteriose

5 grandi autrici che hanno scritto sotto pseudonimo

Nel mondo della letteratura sono molte le autrici che hanno utilizzato uno pseudonimo maschile per pubblicare le loro opere, scopriamole insieme
5 grandi autrici che hanno utilizzato uno pseudonimo maschile per essere pubblicate

MILANO – Venerdì scorso ci ha lasciato Harper Lee, conosciuta in tutto il mondo per il suo grande romanzo “Il buio oltre la siepe“. Pochi sanno, però, che lei è una delle grandi autrici della letteratura che hanno scritto sotto pseudonimi maschili al fine di essere presa sul serio dagli scrittori e dai lettori. Recentemente ha fatto notizia il caso di Catherine Nichols. Prima ha spedito il testo del suo libro a 50 editor ricevendo due risposte, mentre lo stesso manoscritto sotto pseudonimo maschile ha ricevuto ben 17 risposte. Pensate davvero che gli editori possano essere influenzati dal sesso dello scrittore? Vediamo quali altre scrittrici, come lei, hanno deciso di pubblicare delle opere sotto nomi ambigui e pseudonimi maschili.

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1) Harper Lee 

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Il nome completo di Harper Lee, Nelle Harper Lee, suggerì all’autrice che, eliminando la prima parte del nome, avrebbe potuto dare l’impressione di essere un uomo. Aveva paura che il suo primo nome venisse scambiato per “Nellie”. Dato che nell’immaginario comune i grandi autori della letteratura erano tutti uomini, soprattutto nel 1960 quando la Lee pubblicò il suo libro, pensò che pubblicare il suo testo con un nome più ambiguo avrebbe potuto aiutarla a vendere delle copie.

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2) Emily Bronte

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Una storia che coinvolge tutte e tre le sorelle Bronte. Per timore che le loro opere fallissero per i pregiudizi che allora esistevano nei confronti delle donne, le tre sorelle si firmarono con uno pseudonimo maschile, Emily scelse “Ellis Bell”, mentre le altre due sorelle altri due nomi maschili con lo stesso cognome. Le sorelle scrittrici si trasformarono così in tre fratelli scrittori. Il capolavoro letterario “Cime tempestose” venne scritto dall’autrice, quindi, sotto quello pseudonimo di Ellis Bell già nel 1847. Dopo la sua morte, sua sorella più grande Charlotte decise di pubblicare il romanzo con il vero nome della sorella.

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3) Charlotte Bronte 

 

La sorella maggiore delle tre scelse lo pseudonimo “Curre Bell”. Qui riportiamo le parole con cui motivò questa scelta.

Avverse alla pubblicità personale, abbiamo velato i nostri propri nomi sotto quelli di Currer, Ellis e Acton Bell; la scelta ambigua è dettata da una sorta di scrupolo di coscienza, assumendo nomi di battesimo positivamente maschili, noi non ci dichiariamo donne, anche perché ciò che scriviamo non vogliamo che venga fatto rientrare sotto un’etichetta. Vogliamo evitare il pregiudizio”

 

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4) JK Rowling 

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La famosa scrittrice britannica, Joanne Rowling, autrice dei romanzi fantasy di Harry Potter, nell’aprile del 2013 ha pubblicato il romanzo poliziesco The Cuckoo’s Calling con lo pseudonimo di Robert Galbraith. Il libro rifiutato e snobbato, ha venduto solo 1500 copie in tre mesi, incontrando però il favore di un pubblico limitato ma sinceramente entusiasta. A cercare sui social network librari le più vecchie recensioni, s’incontra un giudizio positivo e ben disposto verso il libro. Proprio quel che cercava,  probabilmente, la Rowling: un riscontro serio che non venga falsato dal suo nome, per un romanzo di genere scritto solo per il  piacere di raccontare una storia.

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5) Nora Roberts 

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L’autrice famosa per aver scritto romanzi rosa ha scritto anche romanzi gialli e di fantascienza sotto il nome di J. D. Robb. Dal momento che scriveva tanto e la casa editrice doveva trovare il modo di pubblicare tutti i titoli del suo lavoro, le è stato suggerito di assumere un nuovo nome per ovviare a questa situazione. Il suo pseudonimo è composto dalle iniziali dei suoi due figli Jason e Dan. In questo caso, il genere non è essere stato la ragione principale per usare uno pseudonimo, in primo luogo, ma il fatto che lei non ha scelto uno pseudonimo femminile dice ancora molto.

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