I 10 libri che hanno cambiato la vita ai lettori

Abbiamo chiesto ai lettori quali fossero i libri che avessero cambiato la loro vita. Ecco le risposte: da Il Piccolo Principe a Il buio oltre la siepe
I 10 libri che hanno cambiato la vita ai lettori

MILANO – Nei libri è possibile trovare significati profondi, risposte alle nostre domande, una via da seguire. Una lettura è capace di arricchire una vita, talvolta arriva addirittura a cambiarla. Abbiamo chiesto ai lettori di Libreriamo quale libro avesse cambiato le loro vite. Ecco le loro risposte che possono suggerire spunti di lettura interessanti.

1. Il piccolo principe, Antoine de Saint-Exupéry

I libri a volte ti indicano la via…”Il piccolo principe di Saint Exupery”

Nel 1943 veniva pubblicato un racconto poetico che ha fatto innamorare della letteratura i ragazzi di tutto il mondo: “il piccolo principe”. Un’opera che affronta temi importantissimi come il senso della vita, l’amicizia e l’amore, ma che grazie alle tenere immagini e grazie all’abilità dell’autore non risultano noiosi o di difficile comprensione. Ogni capitolo di questo breve libro illustrato racconta un diverso incontro che il piccolo principe fa con vari personaggi su bizzarri pianeti e ogni situazione lascia il piccolo principe stupito e quasi sconcertato dalla stranezza delle “persone adulte”. Le numerose allegorie della società moderna vengono adattate ad un linguaggio semplice immediato, capace di generare spunti di riflessione soprattutto negli studenti più piccoli. Un racconto fantastico che costituisce una sorta di educazione sentimentale. Le immagini degli acquerelli naif che accompagnano il ragazzo nella lettura rimangono indelebili nella memoria e pensare che fu lo stesso autore ad occuparsene ci fa comprendere quanta cura sia necessaria perché un libro resti scolpito nei cuori delle persone.

Lettera a un bambino mai nato, il monologo di una donna che aspetta un figlio e che guarda alla maternità non come un dovere ma come una scelta personale e responsabile. In un’analisi di esemplare razionalità che fa ricorso a una lingua tersa ed essenziale, senza mai rinunciare alla consueta passione, la Fallaci interroga la propria coscienza affrontando il fondamento della natura femminile. Basta volere un figlio per costringerlo alla vita?

3. Siddharta, Herman Hesse

Siddharta di Hermann Hesse il mio cammino spirituale

Nel libro vengono narrate le vicende di un giovane indiano, Siddharta. Ragazzo inquieto, insoddisfatto che decide di abbandonare la casa paterna e mettersi in viaggio. Il suo lungo peregrinare si rivela un percorso di maturazione individuale verso la ricerca della saggezza. Immergendosi nella ciclicità della vita, della natura, nella complementarietà degli opposti, il protagonista raggiunge il proprio obiettivo. Conoscersi, avere autostima, vivere al di sopra delle illusioni solo grazie alla conoscenza della propria interiorità.

4. Un altro giro di giostra, Tiziano Terzani

Viaggiare è sempre stato per Tiziano Terzani un modo di vivere e così, quando gli viene annunciato che la sua vita è ora in pericolo, mettersi in viaggio alla ricerca di una soluzione è la sua risposta istintiva. Solo che questo è un viaggio diverso da tutti gli altri, e anche il più difficile perché ogni passo, ogni scelta – a volte fra ragione e follia, fra scienza e magia – ha a che fare con la sua sopravvivenza. Alla fine il viaggio esterno alla ricerca di una cura si trasforma in un viaggio interiore, il viaggio di ritorno alle radici divine dell’uomo. Un libro sull’America, un libro sull’India, un libro sulla medicina classica e quella alternativa, un libro sulla ricerca della propria identità.

5. .Uno, nessuno, centomila, Luigi Pirandello

La solitudine non è mai con voi; è sempre senza di voi, è soltanto possibile con un estraneo attorno: luogo o persona che sia, che del tutto vi ignorino, che del tutto voi ignoriate, cosí che la vostra volontà e il vostro sentimento restino sospesi e smarriti in un’incertezza angosciosa e, cessando ogni affermazione di voi, cessi l’intimità stessa della vostra coscienza. La vera solitudine è in un luogo che vive per sé e che per voi non ha traccia né voce, e dove dunque l’estraneo siete voi

6. Narciso e Boccadoro, Herman Hesse

Il libro racconta la storia di Narciso, un giovane novizio del convento di Mariabronn e Boccadoro, un giovane ragazzo affidato ai monaci del convento per la sua istruzione. Nonostante all’inizio del romanzo i due personaggi sembrano essere del tutto identici per comportamento e ideologia, nel corso della storia si avrà un vero e proprio viaggio di formazione del giovane Boccadoro. Boccadoro è inizialmente un ragazzo ingenuo che segue solo le volontà del padre, come quella di rimanere a Mariabronn e consacrare la sua vita a Dio; compito di Narciso, ragazzo poco più grande di Boccadoro e con doti e cultura straordinarie, è quello di destarlo e fargli comprendere che la sola strada che deve seguire è quella del cuore.

7. Il profeta, Khalil Gibran

Pubblicato a New York nel 1923, Il Profeta viene subito accolto con grande favore di pubblico soprattutto presso i giovani, i quali vedono in Gibran un maestro di saggezza. A distanza di tanti anni l’interesse è rimasto immutato: silloge che abbraccia i problemi fondamentali dell’esistenza, il capolavoro del poeta libanese è anche libro di notevole fascino. Il clima sospeso e rarefatto, il ritmo incantatorio di una scrittura lirica di presa immediata, incisiva e visionaria, l’incontro tra due opposte culture, l’orientale e l’occidentale, sono la cifra di uno stile inconfondibile.

8. La fattoria degli animali, George Orwel

Gli animali di una fattoria, stanchi dei continui soprusi degli esseri umani, decidono di ribellarsi e, dopo avere cacciato il proprietario, tentano di creare un nuovo ordine fondato su un concetto utopistico di uguaglianza. Ben presto, tuttavia, emerge tra loro una nuova classe di burocrati, i maiali, che con l’astuzia, la cupidigia e l’egoismo che li contraddistinguono si impongono in modo prepotente e tirannico sugli altri animali più docili e semplici d’animo. L’acuta satira orwelliana verso il totalitarismo è unita in questo apologo a una felicità inventiva e a un’energia stilistica che pongono La fattoria degli animali tra le opere più celebri della narrativa del Novecento.

9. Veronika decide di morire, Paulo Coelho

Il giorno 11 novembre del 1997 Veronika, ventiquattro anni, slovena, capisce di non voler più vivere e assume una forte dose di sonniferi. Salvata per caso, si risveglia tra le mura dell’ospedale psichiatrico di Villete, con il cuore stanco e sofferente per il veleno che ha assunto. I pochi giorni a Villete per Veronika sono una rivelazione: la giovane scopre un universo di cui non immaginava l’esistenza. Conosce Mari, Zedka, Eduard, persone che la gente “normale” considera folli, e soprattutto incontra il dottor Igor, che attraverso una serie di colloqui cerca di eliminare dall’organismo di Veronika l’Amargura, l’Amarezza che la intossica privandola del desiderio di vivere. Veronika, dopo aver attraversato e superato la morte, entra in un mondo vitale, fino a giungere alla consapevolezza che ogni giorno è un miracolo.
Per narrare la storia di Veronika, l’autore attinge dalla sua esperienza personale: infatti Coelho trascorse tre anni in un ospedale psichiatrico perché era considerato diverso. consecutivi di ricovero in un ospedale psichiatrico, dove lo scrittore venne rinchiuso solo perché considerato “diverso”.

10. Il buio oltre la siepe, Harper Lee

In un cittadina del profondo sud degli stati Uniti, l’onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d’ufficio di un negro accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrare l’innocenza, ma il negro sarà ugualmente condannato a morte. la vicenda è raccontata dalla piccolo Scout, la figlia di Atticus, una bambina che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso. nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell’infanzia che è un po’ di tutti noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte, in pagine di grande rigore stilistico e condotte con una bravura eccezionale.

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