La lettera

“Perché riaprono le aziende e le scuole no?” Lettera di un bambino di 7 anni a Mattarella

Myrta Merlino, sul Corriere della Sera, pubblica la lettera inviata dal piccolo Saverio al Presidente della Repubblica
"Perché riaprono le aziende e le scuole no?" Lettera di un bambino di 7 anni a Mattarella

Una lettera a Sergio Mattarella per chiedere di riaprire le scuole, insieme alle aziende. Myrta Merlino, sul Corriere della Sera, pubblica la missiva inviata dal piccolo Saverio al Presidente della Repubblica.

La lettera

“Caro presidente Mattarella, perché dovrebbero riaprire le aziende e le scuole no? Se i genitori vanno a lavorare e non possiamo stare con i nonni, dove si sta?”. Scrive il bambino di 7 anni nella lettera. Una domanda tanto semplice quanto spontanea, che porta la conduttrice di L’aria che tira ad alcune riflessioni. “Bisogna ripartire col lavoro, con la produzione, col Pil ci diciamo in continuazione – scrive Myrta Merlino – E nessuno che faccia due più due: dove vanno i bambini se le scuole sono chiuse e i genitori lavorano?”

La scuola e la famiglia

La lettera del piccolo Saverio fa venire alla mentre una celebre frase di Antoine de Saint-Exupéry: “Gli adulti non capiscono mai niente da soli ed è una noia che i bambini siano sempre eternamente costretti a spiegar loro le cose…”. La scuola, sottolinea la giornalista. sembrerebbe essere un universo a sé stante, fuori da qualunque filiera. “Mentre è proprio nella filiera numero uno: la famiglia, casa nostra.”

Saranno le mamme a restare a casa?

L’interrogativo finale che pone Myrta Merlino, in seguito alla lettera del piccolo Saverio, è il seguente: “Chi pagherà il conto? Le mamme che resteranno a casa?”.  “Scuola, bambini, nonni, donne – conclude la Merlino -. La forza di un Paese che non si può ignorare, neanche di fronte alla macabra contabilità dei morti e alla forza spietata di quel meno 9,1 per cento di Pil previsto quest’anno”.

Riapertura scuole, la proposta da Empoli

Non solo la lettera. Intanto, Empoli si candida come “città pilota” per la ripresa delle attività didattiche in classe. E’ la proposta che il sindaco, e responsabile welfare della segreteria nazionale del Pd, Brenda Barnini, avanzerà domani con una comunicazione ufficiale al ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina e al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “La scuola deve essere il punto di partenza nella strategia di riapertura del Paese – scrive Barnini su Facebook – è stata la prima a chiudere e sembra sarà l’ultima a riaprire, con nel mezzo solo la didattica a distanza. Non va bene e non basta. Scegliamo un territorio dove poter sperimentare qualcosa di più, utilizzando gli spazi comuni degli edifici scolastici per rispettare le distanze, sfruttando tutta la giornata per poter far entrare gruppi più piccoli di bambini”.

Il sindaco propone “screening a gruppi di insegnanti, educatori e famiglie che rientrano nella sperimentazione, senza lasciar fuori i nidi e la scuola dell’infanzia, magari privilegiando le attività all’aria aperta e ricreando dei micro ambienti in termini numerici”.

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