Il nuovo dpcm

Nuovo Dpcm, cosa cambia per la scuola e l’università

Ieri il Premier Conte ha annunciato che la scuola continuerà in presenza. Ecco tutte le misure legate alla scuola adottate e in fase di definizione
Nuovo Dpcm, cosa cambia per la scuola e l'università

Ieri il Premier Conte ha annunciato nel corso della presentazione del nuovo Dpcm che la scuola continuerà in presenza, definendola “un asset fondamentale”. Una scelta non scontata, dopo la decisione del governatore campano Vincenzo De Luca e lo scontro a distanza con la ministra Lucia Azzolina.

La misure per la scuola

Il nuovo Dpcm sancisce che occorre modulare la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni alle superiori Ciò anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e di disporre comunque l’inizio delle lezioni non prima delle 9. Misure che non entreranno in vigore da subito, ma fra qualche giorno per “garantire una migliore organizzazione.” E’ stata la stessa ministra Lucia Azzolina a chiarirlo su Facebook, precisando che nelle prossime ore “il ministero dell’Istruzione darà indicazioni più specifiche alle scuole e alle famiglie.”

La didattica a distanza

Per quanto riguarda la didattica a distanza, è stato previsto che le scuole superiori possano incrementarla, seppur complementare a quella in presenza, solo in caso di criticità delle situazioni sanitarie locali. Dalle Regioni arriva la richiesta di un’indicazione puntuale nel Dpcm sulla possibilità di rafforzare negli istituti superiori, soprattutto per le ultime tre classi, la didattica integrata già sperimentata in questo mese. Per la ministra Azzolina “la scuola in presenza è fondamentale per tutti, dai più piccoli, all’ultimo anno del secondo grado”. Perciò la ministra è favorevole ad interventi mirati, territorio per territorio, e d’intesa con dirigenti scolastici e famiglie. 

Le università

Il ministero dell’Università e della ricerca ha inoltre costituito una cabina di regia per valutare l’impatto dell’emergenza sanitaria sul sistema della formazione superiore e della ricerca. Le università, sentito il Comitato Universitario Regionale di riferimento, stabilisce il Dpcm, predisporranno, in base all’andamento del quadro epidemiologico, piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari in presenza e a distanza.

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