La rabbia dei social

Gita negata, a Livorno bambino autistico lasciato solo in classe

Giulio, un ragazzo autistico di 14 anni di Livorno, è stato lasciato in classe mentre i suoi compagni sono andati in gita. Il sostegno al ragazzo arriva dai social

MILANO – “Mi chiamo Giulio, ho 14 anni, sono affetto da autismo, ma sono anche “altro”! La mia classe oggi è in gita, io no!”. Questo il post scritto, come se a parlare fosse Giulio, dall’Associazione Autismo Livorno Onlus. Stamattina Giulio, ragazzo affetto da autismo, si è presentato in classe come tutte le mattine, ma non  ha trovato nessuno dei suoi compagni. Il motivo? Una gita ai i soffioni boraciferi di Larderello di cui la sua famiglia ha dichiarato di non essere stata avvisata. Approfondiamo il caso per capire i motivi di quello che è successo.

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LA CONDANNA DELL’ASSOCIAZIONE AUTISMO LIVORNO –  L’associazione si è subito schierata dalla parte di Giulio e della sua famiglia condannando il comportamento della scuola che ha discriminato questo alunno. Queste le parole della responasibile: “È assurdo che il 2 aprile si sia celebrata la giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo e solo dieci giorni dopo si sia verificato un fatto del genere.”

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LA RABBIA DEI SOCIAL – La notizia sta conquistando le prime pagine dei quotidiani nazionali e sui social è partita la mobilitazione a sostegno del ragazzo. Virale è stata la foto di un papà indignato che si è ritratto con un cartello con scritto “Io sono Giulio”, il risultato è stato una catena che sta raccogliendo sempre più adesioni ogni minuto che passa.

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LE PAROLE DELLA PRESIDE – “Tutte le gite sono sempre state comunicate alla famiglia – ha spiegato la preside dell’Istituto e siamo sorpresi che si sia alzato tutto questo polverone per quello che è accaduto.” La preside ha poi dichiarato che è stata la stessa mamma del ragazzo a chiedere che fosse escluso da una gita a Firenze di alcuni mesi prima perché non adatta alle sue condizioni. “Questa gita ai soffioni boraciferi di Larderello era molto stancante – si è giustificata la dirigente scolastica – Giulio è con noi da tre anni e la scuola è impegnata a occuparsi al meglio di lui e del percorso formativo che sta facendo, c’è anche un insegnante di sostegno che lo segue giorno dopo giorno.”

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