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il dibattito sulla scuola

Galimberti, “Molti professori sono innamorati dello stipendio, non dell’insegnamento”

Il professore e filosofo Umberto Galimberti, ospite a In Onda su La7, si inserisce nel dibattito sul ritorno a scuola dopo le festività e si è rivolto direttamente alla categoria degli insegnanti.

“Mica tutti i Professori hanno la vocazione all’insegnamento e sono innamorati della scuola. Molti Professori sono innamorati dello stipendio”. Il professore e filosofo Umberto Galimberti, ospite a In Onda su La7, attacca la categoria degli insegnanti. “Questo è un problema generato di aver considerato la scuola luogo non di educazione dei ragazzi, ma di occupazione degli insegnanti”. Sono state parole forti, quelle di Umberto Galimberti, che hanno lasciato un segno e sicuramente faranno discutere.

Umberto Galimberti e la scuola

Il noto professore e filosofo durante la trasmissione condotta da Concita De Gregorio e David Parenzo si è rivolto direttamente agli insegnanti, non sempre dediti a quello che deve essere il loro scopo primario: istruire gli alunni, gli adulti di domani, non solo attraverso nozioni ma anche dando il buon esempio e diventando veri e propri insegnanti di vta. “Mica tutti i professori hanno la vocazione e sono innamorati della scuola. Molti insegnanti sono innamorati dello stipendio e del posto di lavoro. Se c’è una buona scusa per non andare a scuola la si usa”.

Insegnanti ed educazione

Già intervenuto in passato sul ruolo degli insegnanti oggi e su temi riguardanti il Coronavirus, Galimberti non usa mezzi termini durante il suo intervento a In Oda su La 7. “Alcuni ancora considerano la scuola non come luogo di educazione per i nostri giovani, ma un luogo di occupazione per gli insegnanti. Purtroppo questo ancora continua. L’occupazione degli insegnanti viene prima dell’educazione dei nostri ragazzi”.

 

Parole che sembrano proseguire il discorso già aperto dal filosofo Umberto Galimberti nel corso di un forum tenuto negli scorsi mesi a Firenze sulla scuola, intitolato “Educazione emozionale a scuola”. “Ci vorrebbe una formazione specifica per i professori, che dovrebbero essere scelti anche in base a criteri emotivi e non solo conoscitivi” Aveva affermato in quella circostanza Galimberti. 

Le reazioni

Non sono mancate le reazioni da parte di insegnanti, genitori e altri alle dure parole rivolte dal professor Galimberti al mondo scolastico. Tra i tweet contrari, vi segnaliamo quello di Selvaggia Lucarelli.

Mentre tra coloro che sono d’accordo con le parole del celebre filosofo, vi segnaliamo quest’altro intervento.

 

Il ritorno a scuola

L’intervento di Galimberti si inserisce all’interno del dibattito emerso negli ultimi giorni in merito al ritorno a scuola dopo le festività di fine anno: da un lato il governo che ribadisce il “tutti in classe” il 10 gennaio, dall’altra amministrazioni locali, ordine dei medici, sindacati e presidi che chiedono di rinviare, di posticipare di almeno 15 giorni il ritorno tra i banchi. Lo stesso commissario Francesco Paolo Figliuolo in un documento inviato ai presidi, sottolinea che “è emersa la chiara necessità di disporre ulteriori strategie operative finalizzate a massimizzare le attività di tracciamento e testing dei contatti in ambito scolastico”.

Intanto, si susseguono le ordinanze dei sindaci che hanno scelto di rinviare autonomamente il rientro in classe per l’elevato numero di contagi che non fa che peggiorare il quadro epidemiologico. Il presidente della Campania Vincenzo De Luca è stato il primo presidente a posticipare l’apertura, nonostante il no del governo: “È irresponsabile aprile le scuole il 10 gennaio”. L’ordinanza prevede il rinvio della ripartenza delle scuole medie, elementari e delle scuole dell’infanzia fino al 29 gennaio 2022. 

 

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