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L’amore delle insegnanti per il loro lavoro che non viene raccontato

E' giusto condannare la maestra di Brescia per quanto fatto, ma è anche corretto sottolineare che ci sono tante insegnanti che fanno bene il loro lavoro. La testimonianza dello scrittore e libraio Carlo Picca

L’amore delle insegnanti per il loro lavoro che non viene raccontato. Ha fatto scalpore nelle ultime ore il caso dell’assistente scolastica, arrestata dai carabinieri di Brescia per maltrattamenti e lesioni aggravate ai danni di una bambina disabile che seguiva. L’arresto è scattato in flagranza di reato dopo che le indagini erano iniziate dalla denuncia dei genitori che hanno riferito di aver rinvenuto sul corpo inconfutabili segni di violenza fisica. Un fatto increscioso e gravissimo, che occorre assolutamente stigmatizzare e denunciare.

Allo stesso tempo, sarebbe bello che la cronaca quotidiana racconti anche esempi virtuosi di insegnanti che praticano con amore il proprio lavoro di educatori ed educatrici presso gli istituti scolastici: uomini e donne che con passione trasmettono non solo nozioni scolastiche ma anche educazione ed esempi comportamentali.

E’ vero che, come diceva Lao Tzu “Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce”, ma ciò non deve far passare in secondo piano il buon esempio che molti insegnanti danno nell’educare le giovani generazioni, che saranno gli adulti di domani, al fine di costruire una società migliore. Ed è proprio questo quello che il libraio e scrittore Carlo Picca vuole trasmettere con questa sua testimonianza.

L’amore delle insegnanti per il loro lavoro che non viene raccontato

E’ giusto condannare la maestra di Brescia per quanto fatto, ma penso che sia anche corretto sottolineare che ce ne sono mille altre che fanno bene il loro lavoro. Sarebbe interessante ma la cronaca non se ne occupa quasi mai.

Di mio posso dirvi questa settimana scorsa ho incontrato un’intera scolaresca e i bambini erano non solo preparati ma attenti, al punto che il lavoro dei loro insegnanti era non solo visibile ma anche illuminante. Mi hanno sorpreso e spinto a dare il massimo per rispondere ad ogni loro domanda. E il merito non può che essere di chi guida i loro cuori, la loro formazione, con passione e determinazione.

Mi è capitato poi di andare in un’altra scuola, in una sua classe, qui i bambini mi hanno letteralmente abbracciato per raccontarmi di quanto amano leggere, di come ne parlano fra di loro scambiandosi emozioni e riflessioni e come poi se li passano con tanto di recensioni e consigli. Ho visto nei loro occhi entusiasmo per un mondo più bello. E il merito di chi è ? Allora, di tutte queste maestre, della loro dedizione al loro lavoro quando ne parliamo? Penso siano il corpo dello stato che affronta tutte quelle piaghe che molti bambini si portano a causa della dipendenza dai tablet, dai cattivi esempi, da certi genitori ipertrofici.

Sempre questa settimana in un’altra scuola ancora, ho incontrato due maestre con esperienza nel sostegno che raccontandomi l’amore per il loro lavoro portano alcuni piccoli segni dei bambini che hanno seguito. Si sono donate a queste creature e non hanno mai provato rabbia, anzi sono li ancora ad amarli. Non m piace vedere che si faccia di tutta un’erba un fascio. Non mi piace colpire l’entusiasmo di chi ci crede e combatte, perché sono la stra grande maggioranza. E proprio di loro, proprio di tutte queste maestre che dovremmo parlare di più.

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