Le reazioni

Addio bonus cultura, la rivolta dei giovani con la campagna #18appnonsitocca

Il bonus cultura, per chi compie la maggiore età quest’anno o il prossimo, potrebbe non esserci: il Consiglio di Stato si è espresso contro l'estensione al 2018 e 2019
"Sblocchiamo il Bonus cultura", l'appello di editori e librai

MILANO – Cinquecento euro per i ragazzi nati nel 1998 da spendere per acquistare libri e visitare musei, gallerie d’arte, andare a teatro, ai concerti, al cinema e partecipare ad eventi culturali. E’ questo il “bonus cultura”, la misura del governo Renzi che rientrava nella legge di Stabilità entrata in vigore dal 15 settembre 2016 di hanno benificeranno i ragazzi che nel 2016 sono diventati maggiorenni. Il bonus cultura, per chi compie la maggiore età quest’anno o il prossimo, potrebbe non esserci: il Consiglio di Stato si è espresso contro l’estensione al 2018 e 2019.

Le parole del neoministro della cultura Bonisoli

A presagire tale decisione è stato il nuovo ministro della cultura  Alberto Bonisoli, il quale aveva affermato  durante la sua prima conferenza stampa la netta virata che avrebeb voluto dare in merito ai finanziamenti da destinare alla promozione  della cultura rivolta ai giovani. “Dobbiamo porci il problema di come incuriosire i ragazzi e non so se abbiamo gli strumenti giusti: non credo che dare dei soldi ai giovani per comprarsi dischi e libri serva più di tanto, credo invece che sarebbe meglio investire per migliorare la didattica, l’approccio alla cultura.”

La prima edizione del bonus cultura

Secondo i dati resi pubblici dalla Presidenza della Repubblica in merito al bonus cultura riservato ai nati nel 1998, sono stati 356mila i neodiciottenni registrati su “18app”, per uan spesa complessiva di 162 milioni di euro spesi. come hanno spesi gli studenti? La stragrande maggioranza ha investito in  libri, con circa 133 milioni. Il resto va a concerti (14 milioni), cinema (12), teatro e danza (1,6), musei (569mila) ed eventi culturali (339mila).

La reazione dei  ’99 e duemila

Non sono mancate le rezioni sui social. Con l’hashtag #18app non si tocca, sui social impazza la protesta di giovani, insegnanti e genitori. “Mio figlio grazie a 18app ha acquistato i libri per l’Universita. Perché togliere a chi ha voglia di studiare e non se lo può permettere altrimenti?”, “Il governo, che fa il forte con i deboli, vuole togliere gli incentivi ai giovani. Incentivi senza i quali alcuni non avrebbero potuto acquistare neppure i libri. Da 16enne: non ci sto. Non ci stiamo.”, “Da docente di liceo posso testominiare come l’app18 introdotta fosse graditissima ai miei alunni. Un vero reato contro la loro formazione eliminarla.” sono solo alcuni degli interventi di protesta.

Il parere degli editori

“Il bonus cultura 18app ha aiutato le famiglie italiane dimostrandosi un investimento utile che ha contribuito alla crescita culturale del Paese”. È questo il commento del presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi a proposito delle ricadute sui consumi culturali librari legati allo strumento. “Al momento”, ha proseguito Levi, “non esiste ancora un fondo dedicato al sostegno delle spese degli studenti universitari. Il bonus 18enni è stato in massima parte utilizzato dalle famiglie per acquistare i libri di testo per l’università, svolgendo un ruolo simile ai fondi destinati all’acquisto dei testi scolastici in favore degli alunni delle scuole dell’obbligo. Per questo ci auguriamo siano presto messe in atto iniziative analoghe”.

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