Roberto Calasso, “Vogliamo essere liberi e capaci di dire di no”

Il proprietario di Adelphi ribadisce orgogliosamente di aver ricomprato la sua casa editrice senza l'aiuto di nessuno
Roberto Calasso,
Il proprietario di Adelphi ribadisce orgogliosamente di aver ricomprato la sua casa editrice senza l'aiuto di nessuno

MILANO – La trattativa degli scorsi giorni, che ha visto il Gruppo Mondadori inglobare il Gruppo Rcs, ha scatenato le reazioni di tutto il mondo dell’editoria italiana, dai lettori agli scrittori, fino ad arrivare ad altri editori. Dopo aver ripercorso la storia dei due gruppi editoriali, vi proponiamo le interessanti dichiarazioni di Roberto Calasso, scrittore ed editore italiano che ha ricomprato Adelphi con le sue sole forze, risultando così come l’unica casa editrice fuori dall’accordo con Mondadori, mantenendo così la sua indipendenza. Ecco le sue dichiarazioni più importanti tratte da un’intervista su “Repubblica”.

LA FILOSOFIA – Roberto Calasso focalizza l’attenzione sul fatto che continuerà a fare ciò che ha sempre fatto, sa di essere libero, ma non se la sente di dire che lo è di più rispetto a prima. “Continuerò a trovare certi libri e pubblicarli in un certo modo, ben distinguibile, pensando alle copertine, alla carta, ai caratteri, alla lingua, E calcolando bene la tiratura.”

LA NOSTRA FORZA E’ IL CATALOGO – “Adelphi ad oggi ha pubblicato circa 2500 titoli e fra questi 2300 sono ancora acquistabili. Questo vuol dire che tutto il catalogo è vivo – ha commentato l’editore italiano – a differenza di quello che succede spesso con certi grandi editori. Inoltre, siamo differenziati anche a livello di generi, nel catalogo potete trovare di tutto: dai testi di fisica ai classici orientali, dalla letteratura all’antropologia, dalla filosofia alla poesia e all’inchiesta giornalistica”.

NON HO NESSUN SOCIO OCCULTO – A Calasso preme anche ricordare che ha ricomprato Adelphi senza l’aiuto di nessuno: “E’ una sciocchezza, tutto ciò che c’era da pagare per rilevare la quota di Rcs è stato pagato da me. Sono proprietario del 70% delle quote. Rifiuto categoricamente le voci che dicono che ci sia un socio occulto che mi abbia aiutato.

LIBERTA’ – La chiusura è sulla libertà, una caratteristiche che tutte le case editrici dovrebbero avere. “Per una casa editrice è questa la vera discriminante: la libertà e la capacità di dire di no, pubblicare solo le cose che ci piacciono. Se possibile, che ci piacciono molto”.

6 ottobre 2015 

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