Sul palco del Festival di Sanremo spesso nascono duetti capaci capaci di sorprendere ed emozionare il pubblico. E’ questo il caso di LDA e AKA 7even, due amici oltre a essere due cantanti che hanno portato all’Ariston “Poesie clandestine”, un brano che scava nelle profondità di un sentimento viscerale, lontano dalle luci della ribalta e protetto dal rumore del mondo esterno.
“Poesie Clandestine” di LDA e AKA 7even
Se bastasse una sola canzone per vivere un attimo
Eternamente sarei condannato ad una folle bugia
È da questo dolore che nasce un amore catartico
Sembra fatto per noiTi ho dedicato poesie clandestine
Io che ti inseguo mentre te ne vai
Neanche le onde agitate stanotte sanno dove sei
E la frenesia che ti porta a svanire
Per evitare una notte di guaiCosì avvolgente che rende reale l’effetto che fai
Ossaje che è una tarantella si nun ce putimm verè
Tu verrai sempre prima di me
Prima di lei
Perché
Solo così ci sentiamo a casaÈ una metropoli solitaria
Questa storia che è piena di ma
Piena di se
Come te
Bella da farmi mancare l’aria
Tu sei Napoli sotterranea
Questa musica sale nel sangue carnale
D’amore si muore soltanto con teTu sei capace di farmi soffrire
Siamo in un limbo tra sogni e realtà
Ogni ferita dimostra soltanto quanto ti vorrei
Ma c’è chi giudica senza capire
Che non è giusto provare a metà
Un sentimento che basta da solo a parlare di noiPiangeremo un mare, mare, mare
Negli occhi lacrime di sale
Ossaje che è una tarantella si nun ce putimm verè
Tu verrai sempre prima di me
Prima di lei
Perché
Solo così ci sentiamo a casaÈ una metropoli solitaria
Questa storia che è piena di ma
Piena di se
Come te
Bella da farmi mancare l’aria
Tu sei Napoli sotterranea
Questa musica sale nel sangue carnale
D’amore si muore soltanto con teCosa c’è tra la vita e la morte
Se non un paradiso di colpe
Siamo anime in preda alla sorte
In fondo sai
Che nel bene o nel male sarai
La mia cura alla malinconia
Che mi prende e mi porta da te
Che mi prende e mi porta da te
Che mi prende e mi porta da te
Tu verrai sempre prima di me
Prima di leiPerché
Solo così ci sentiamo a casa
È una metropoli solitaria
Questa storia che è piena di ma
Piena di se
Come te
Bella da farmi mancare l’aria
Tu sei Napoli sotterranea
Questa musica sale nel sangue carnale
D’amore si muore soltanto con te
Napoli e la clandestinità dell’anima
Il concetto di clandestinità espresso nel titolo non si riferisce a un amore proibito in senso classico, quanto piuttosto alla necessità di preservare un’intimità pura, quasi sacrale, che non ha bisogno di approvazione sociale per esistere. Si tratta di un racconto che trasforma il quotidiano in una forma d’arte, elevando i silenzi e le piccole intese a vere e proprie strofe poetiche scritte lontano da sguardi indiscreti.
Il cuore pulsante della narrazione risiede nella potente metafora di Napoli, intesa non solo come luogo geografico ma come dimensione dell’anima. Quando i due artisti cantano di un amore che somiglia alla Napoli sotterranea, evocano un legame stratificato e complesso, fatto di tunnel oscuri e tesori nascosti che richiedono il coraggio di scendere in profondità per essere compresi. Questo richiamo alla terra e al sangue sottolinea una carnalità tipica della tradizione partenopea, dove l’attaccamento all’altro non è solo un esercizio mentale o romantico, ma una necessità biologica che scorre nelle vene e si manifesta con un’intensità quasi ancestrale.
La sofferenza che purifica l’amore
L’evoluzione del testo esplora poi il paradosso di un amore che cura attraverso il dolore, definendolo esplicitamente come un’esperienza catartica. In questo limbo tra sogno e realtà, la sofferenza non viene vista come un limite, ma come lo strumento necessario per purificare il rapporto e spogliarlo di ogni ipocrisia. La dedizione verso l’altro diventa totale, un’abnegazione che mette il partner al centro di ogni scelta, accettando persino il rischio di vivere in una folle bugia pur di non spezzare l’incantesimo di questa connessione esclusiva.
Il diritto di essere vulnerabili
Anche la scelta del linguaggio riflette questa urgenza di autenticità, inserendo termini gergali come la tarantella per descrivere il caos emotivo e il disordine vitale che l’amore porta con sé. Questa confusione non viene però respinta, ma accolta come il ritmo naturale di un rapporto che si nutre di contrasti.
La chiusura del brano, “D’amore si muore soltanto con te”, capovolge il cliché tragico. Non è un inno alla morte, ma alla fedeltà assoluta. I due artisti scelgono di “morire” metaforicamente (ovvero di arrendersi totalmente) solo nelle braccia della persona amata, rivendicando il diritto di essere vulnerabili in un mondo che chiede di essere sempre forti.
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