“I romantici” di Tommaso Paradiso, il brano che insegna ad essere fragili per imparare ad amare

26 Febbraio 2026

Tommaso Paradiso con "I romantici" ci insegna che il vero atto di ribellione, oggi, è restare fedeli alla propria vulnerabilità, trasformando i piccoli gesti quotidiani in una forma di resistenza poetica contro la freddezza del mondo. Scopri il significato della canzone.

I romantici di Tommaso Paradiso, il brano che insegna ad essere fragili per imparare ad amare

Nella seconda serata del Festival di Sanremo 2026 Tommaso Paradiso con “I romantici” si è classificato tra i primi 5 cantanti più votati tra quelli che si sono esibiti sul palco dell’Ariston. Il suo brano ci insegna che il vero atto di ribellione, oggi, è restare fedeli alla propria vulnerabilità, trasformando i piccoli gesti quotidiani in una forma di resistenza poetica contro la freddezza del mondo.

“I romantici” non è solo una ballad, ma una confessione a cuore aperto, un autoritratto sentimentale che mette a nudo le insicurezze di un uomo, di un compagno e di un padre. Analizziamo il testo e scopriamone il significato.

“I romantici” di Tommaso Paradiso

Mi sveglio sotto la pioggia che cade
Spero mia figlia sia uguale a sua madre
Bellissima che non so come fa
A stare con uno che di notte accende la televisione,
Sempre lo stesso film, la stessa scena
Col volume a cannone
No, non so come fa
E voglio dirti ti amo prima di decollare

Ti prego non girarti quando scendo le scale
Che sarebbe stupendo non rovinare tutto
Posso portarti più in alto, più in alto, più in alto
Come hai fatto tu
Spero che ti arriverà
Davvero una musica dolce
Per i tuoi giorni malinconici

Vorrei avere un pianoforte in tasca
Solo per ricordarmi di noi
Ho il cuore appeso sulla giacca
Ogni volta che parlo di noi
I romantici guardano il cielo
I romantici guardano un treno che se ne va

Io quando bevo ci credo alle fate
Io non farò come ha fatto mio padre
Gelido
Non so come si fa
Ti darò sempre un bacio prima di partire
Se fumo faccio la doccia prima di dormire
Che sarebbe stupendo non rovinare tutto

Posso portarti più in alto, più in alto, più in alto
Come hai fatto tu
Spero che ti arriverà
Davvero una musica dolce
Per i tuoi giorni malinconici

Vorrei avere un pianoforte in tasca
Solo per ricordarmi di noi
Ho il cuore appeso sulla giacca
Ogni volta che parlo di noi
I romantici guardano il cielo
I romantici guardano un treno
Che corre via nella speranza di rivedersi nel futuro
Dove giocavano ragazzi con la palla contro il muro

E adesso non c’è nessuno
Non c’è più nessuno
Ma i romantici guardano il cielo
E ci credono davvero
Spero che ti arriverà
Una musica dolce per i tuoi giorni malinconici

Vorrei avere un pianoforte in tasca
Solo per ricordarmi di noi
Ho il cuore appeso sulla giacca
Ogni volta che parlo di noi
I romantici guardano il cielo
I romantici guardano un treno
Che se ne va

Tommaso Paradiso e la poetica dell’ordinario

L’incipit di Paradiso ci proietta immediatamente in un interno domestico, quasi un fermo immagine di vita vissuta. Non c’è la ricerca dell’eroismo, ma la celebrazione della propria inadeguatezza. Lo stupore di fronte alla pazienza dell’amata diventa lo specchio della propria fragilità. Per Paradiso, il romanticismo non è un ideale astratto, ma la capacità di riconoscere la bellezza nella routine, nel “volume a cannone” di un film visto mille volte.

Il passaggio cruciale del brano, che segna una profonda evoluzione nella scrittura dell’artista, è il riferimento alla figura paterna:

Io non farò come ha fatto mio padre / gelido / non so come si fa.

In questi versi si consuma un piccolo dramma psicologico: il desiderio di interrompere un’eredità emotiva fatta di silenzi e distacchi. Paradiso sceglie la strada della presenza, della tenerezza esplicita, della “doccia prima di dormire” per non infastidire l’altra persona. È quello che potremmo definire un romanticismo pratico: l’amore che si manifesta attraverso la cura dell’altro, il bacio prima di partire, l’attenzione a non “rovinare tutto”.

Il ritornello ci regala l’immagine simbolo della canzone:

I romantici guardano il cielo / i romantici guardano un treno che se ne va.

Chi sono i romantici per Tommaso Paradiso? Sono coloro che mantengono lo sguardo rivolto verso l’alto o verso l’orizzonte, anche quando il tempo scorre e le occasioni sembrano sfuggire. In un mondo che ci spinge a guardare lo schermo di uno smartphone, Paradiso ci invita a guardare i treni, a coltivare la malinconia come una forma di ricchezza interiore.

Il coraggio di restare umani

Il bridge della canzone evoca un’immagine d’infanzia, quella dei “ragazzi con la palla contro il muro”, in un cortile che ora è vuoto. È la consapevolezza che tutto cambia, ma che il sentimento può sopravvivere se alimentato da quella “musica dolce” che l’artista promette di regalare.

“I romantici” è dunque un invito a non vergognarsi dei propri difetti, a credere alle fate anche quando si è adulti, e a capire che l’unico modo per portare qualcuno “più in alto” è, prima di tutto, avere il coraggio di restare umani.

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