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Il progetto

I cantanti d’opera aiutano i pazienti Covid a tornare a respirare bene

L'English National Opera in collaborazione con un ospedale di Londra ha creato un programma di 6 settimane con lezioni personalizzate.

Riprendere fiato dopo un pesante percorso di convalescenza. Riuscire a riempire di nuovo i polmoni con un respiro grazie al riscaldamento vocale. Questo è lo scopo che guida il progetto dell’English National Opera.

L’idea

Un’idea geniale che giova sia ai pazienti guariti dal Covid-19, reduci da pesanti problemi respiratori, sia alle compagnie d’opera.  Il canto lirico infatti ha subito la crisi scatenata dalla pandemia più di qualsiasi altra organizzazione culturale in Inghilterra.
Come spigato nell’articolo del New York Times, l’iniziativa ideata da un ospedale londinese insieme all’ English National Opera prende il nome di E.N.O. Breathe e coinvolge numerosi cantanti lirici e coach vocali per correre in soccorso alle problematiche respiratorie che la malattia da Coronavirus lascia nel nostro corpo. Si tratta di una riabilitazione clinicamente dimostrata ma rielaborata dai professionisti del mondo musicale esperti nell’ambito dell’allenamento respiratorio. In 6 settimane, attraverso lezioni personalizzate via Zoom, i pazienti si esercitano a recuperare l’attività polmonare pesantemente debilitata dalla malattia.

 

Come è nato il progetto

Una delle due più importanti compagnie musicali, l’English National Opera, si è messa al lavoro per reindirizzare le proprie energie cercando di non abbandonarsi alla drammaticità di questo critico periodo storico. Jenny Mollica, a capo della gestione dei programmi di sensibilizzazione dell’E.N.O., spiega in un’intervista che l’idea di questo progetto di riabilitazione è nato durante la scorsa estate. Decisa a fare qualcosa per aiutare le persone reduci dal Covid, ha contattato la dottoressa Sarah Elkin, specialista in medicina respiratoria, per proporle l’iniziativa. La reazione è stata subito positiva e così è partita una prima sperimentazione che ha coinvolto inizialmente 12 pazienti. Lo scopo era quello di aumentare e ristabilizzare la loro capacità polmonare con esercizi mirati. Con questo programma si è visto che il giovamento non era solo limitato al fisico ma risultava fondamentale anche per l’aspetto psicologico, migliorando lo stato ansioso di coloro che ne hanno preso parte.

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