Addio al Duca Bianco

David Bowie, icona rock e artistica

L'inventore del rock artistico era sì un cantante ma anche un pittore e un attore. Eclettico, trasformista, in continua evoluzione, mai banale o uguale a se stesso.
David Bowie, icona rock e artistica

MILANO – Il Duca Bianco si è spento ieri a 69 anni lasciando un grande vuoto nel mondo dell’arte. Eclettico, trasformista, in continua evoluzione, mai banale o uguale a se stesso. Questo era David Robert Jones. Quello che forse molti non conoscono è il fortissimo legame fra la musica di Ziggy (uno dei tanti personaggi-alterego che impersonò) e l’arte. Tutti conoscono il camaleontismo, le scenografie pazzesche, le sue hits ma non l’influsso che ha avuto su molti artisti. Come ignorano che Bowie in prima persona fu un pittore. Cominciò a dipingere negli anni Novanta, i suoi quadri vennero esposti in molti musei, soprattutto britannici e statunitensi, fino alla personale che il Victoria and Albert Museum dedicò al rocker a Londra. L’art pour l’art, per questo Bowie promosse attraverso una sua associazione giovani artisti promettenti. Amico intimo di Amanda Lear, con la modella collaborò a diversi progetti artistici. Lei stessa dichiarò che il Duca era l’unico uomo con cui fosse mai andata a letto che si truccava più di lei.

Autoritratto di D. Bowie

 

Cala oggi il sipario anche nel mondo del cinema. Come attore, dopo alcune apparizioni di poco conto, Bowie ottenne il successo nel 1976 grazie al ruolo di protagonista del film di fantascienza “L’uomo che cadde sulla Terra” di Nicolas Roeg. Tra le sue interpretazioni più note si ricordano “Furyo (Merry Christmas Mr. Lawrence)” di Nagisa Oshima del 1983, “Absolute Beginners” e “Labyrinth” del 1986, nel 1992 comparì anche nel film “Fuoco cammina con me” di David Lynch e in “Basquiat” di Julian Schnabel del 1996, interpretò il ruolo di Andy Warhol. Proprio nel settembre 1971, durante il tour promozionale in America Bowie incontrò il re della pop art, a cui aveva dedicato uno dei brani inclusi nell’album “Hunky Dory”. Da citare anche l’omaggio “graffitaro” del misterioso writer Banksy:

Banksy

 

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