La popolarissima serie Bridgerton torna con la seconda parte della quarta stagione, finalmente disponibile dal 26 febbraio 2026 sulla piattaforma streaming Netflix in Italia e nel mondo. Dopo la prima tranche di episodi uscita il 29 gennaio, i nuovi quattro appuntamenti completano la storia romantica ed emotiva tra Benedict Bridgerton e Sophie Baek, tra passioni contrastate, tensioni sociali e colpi di scena.
Bridgerton 4: Quando e come guardarla
La seconda parte della stagione 4 è disponibile dal 26 febbraio 2026, con i nuovi episodi che arrivano su Netflix a partire dalle 09:00 italiane circa (in accordo con le finestre internazionali previste per il rilascio globale).
Questa modalità di uscita in due tranche è ormai diventata una costante per Bridgerton negli ultimi anni: dopo la prima metà dei capitoli, lasciata in sospeso, la narrazione prosegue concludendo l’arco iniziato a gennaio.
Benedict e Sophie: il cuore della stagione
Al centro della nuova parte della stagione resta il delicato rapporto tra Benedict Bridgerton e Sophie Baek. Nella prima metà abbiamo visto l’incontro tra i due, nato in modo quasi fatale a un ballo in maschera, e l’evoluzione dei loro sentimenti tra identità sociali, imbarazzi e tensioni d’epoca.
Il finale della prima parte si concludeva su una nota drammatica: un passo falso di Benedict porta Sophie a rifiutare una proposta che per lui significa tenerla accanto ma per lei rappresenta un’umiliazione.
La seconda parte, come suggerisce il trailer diffuso da Netflix, esplora proprio le conseguenze di queste scelte, mettendo in moto conflitti sociali, tensioni familiari e sfide personali. Il contrasto tra ciò che è giusto emotivamente e ciò che è accettabile per la società regency è il cuore pulsante della narrazione.
Cosa aspettarsi dalla Parte 2
Secondo le prime anticipazioni, oltre alla storia d’amore fra Benedict e Sophie, la seconda tranche di episodi approfondisce anche altre storyline importanti: il rapporto tra Violet Bridgerton e il fascinoso Lord Marcus Anderson; le difficoltà di Francesca Bridgerton nei suoi nuovi ruoli e nei rapporti familiari; l’evoluzione di Lady Danbury e Penelope / Lady Whistledown nelle dinamiche sociali più ampie.
Inoltre, il trailer ufficiale lascia intravedere un possibile lutto che potrebbe avere un ruolo cruciale nei nuovi episodi — un elemento che alza la posta emotiva e narrativa, facendo presagire svolte importanti non solo nella coppia protagonista.
Perché questa seconda parte è così attesa
Bridgerton ha consolidato la sua popolarità grazie alla combinazione di romanticismo fiabesco, dramma sociale e produzione elegante, tutto ambientato nell’affascinante Regency londinese. La quarta stagione non fa eccezione, esplorando temi classici come l’amore impossibile, le differenze di classe e la pressione delle convenzioni sociali, ma con uno sguardo più profondo sui personaggi maturi e sulle relazioni complesse.
La scelta di dividere la stagione rafforza l’esperienza di visione, creando attesa e costruendo un climax narrativo che porta lo spettatore più dentro la psicologia dei protagonisti, rendendo ogni episodio un tassello fondamentale verso un finale emotivo.
Dove e quando guardarla
La seconda parte di Bridgerton 4 è disponibile su Netflix dal 26 febbraio 2026. Se non hai ancora visto la prima tranche, gli episodi 1–4 sono già disponibili e introducono i nodi principali della storia che si scioglieranno nei nuovi episodi.
Con la stagione 4 quasi completa, Bridgerton continua a consolidarsi come una delle serie più amate e seguite del catalogo streaming globale, capace di unire estetica, sentimento e riflessioni sociali in un mix avvincente e appassionante.
Cosa abbiamo visto fino a ora?
La saga televisiva di Bridgerton ha costruito, stagione dopo stagione, un vero e proprio universo sentimentale in cui l’amore non è mai solo una storia privata, ma un fatto politico, sociale e simbolico. Ambientata in una Londra Regency reinventata, sensuale e inclusiva, la serie ha trasformato il romanzo rosa storico in un dispositivo pop capace di parlare al presente, interrogando il desiderio, il potere, il corpo e la reputazione.
La prima stagione ruota attorno a Daphne Bridgerton, primogenita femmina di una famiglia numerosa e osservata con attenzione dal ton mondano. Il suo incontro con Simon Basset, duca di Hastings, dà vita a un patto solo apparentemente strategico: fingere un corteggiamento per proteggersi reciprocamente dalle aspettative sociali. Ma la finzione si incrina presto, lasciando emergere un amore che porta con sé ferite profonde, traumi familiari e una riflessione centrale sul consenso e sulla maternità. Questa stagione introduce il cuore della serie: il matrimonio come campo di battaglia emotivo, il corpo femminile come territorio conteso, e il desiderio come forza che non sempre coincide con ciò che la società prescrive.
Con la seconda stagione, l’attenzione si sposta su Anthony Bridgerton, il visconte, e sul suo tormentato rapporto con l’amore. Dopo aver deciso di sposarsi per dovere e non per sentimento, Anthony incontra Kate Sharma, donna brillante, ostinata, fiera, che diventa la vera protagonista emotiva della stagione. Il loro legame, costruito sul conflitto, sul non detto e su una tensione trattenuta fino all’estremo, trasforma la storia in una meditazione sull’autodisciplina, sull’eredità del dolore e sulla paura di amare davvero. Qui Bridgerton rallenta il ritmo, rinuncia alla leggerezza pura e scava nel desiderio come rinuncia, come attesa, come rischio.
La terza stagione segna un cambio di passo ancora più evidente, mettendo al centro Penelope Featherington e Colin Bridgerton. Dopo anni di sguardi mancati e sentimenti unilaterali, la storia esplora cosa accade quando l’amore nasce da un’amicizia e deve confrontarsi con l’identità, la vergogna e l’autodeterminazione. Penelope, già figura chiave come Lady Whistledown, smette di essere solo osservatrice e diventa soggetto del desiderio, reclamando spazio, voce e riconoscimento. La stagione riflette apertamente sul potere della narrazione: chi racconta le storie, chi decide la reputazione degli altri, e quanto costa dire finalmente la verità su se stessi.
A questo universo si affianca lo spin-off Queen Charlotte, che retrocede nel tempo per raccontare la giovinezza della regina e la nascita di un amore tutt’altro che fiabesco. Qui la dimensione romantica si intreccia con quella politica in modo ancora più esplicito: il matrimonio tra Charlotte e re George diventa il punto di partenza per una riflessione sul potere, sulla malattia mentale, sulla solitudine del comando e sull’integrazione razziale come progetto fragile e incompleto. È la parte più malinconica e matura dell’universo Bridgerton, quella che mostra cosa resta dell’amore quando il tempo passa e la passione si trasforma in resistenza quotidiana.
Nel complesso, le stagioni di Bridgerton viste finora raccontano un’idea di amore che evolve: dall’illusione romantica al confronto con la realtà, dalla passione impulsiva alla scelta consapevole, fino alla conquista della propria voce. Ogni coppia non è solo una variazione sul tema sentimentale, ma un diverso modo di abitare il mondo, di negoziare libertà e appartenenza, desiderio e responsabilità. È proprio questa stratificazione, più che lo scandalo o l’estetica, a rendere Bridgerton una delle serie più riconoscibili e discusse del nostro tempo.
