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Jane Austen e il mondo delle apparenze, una frase tratta da “Orgoglio e pregiudizio”

Troppe volte ci lasciamo trasportare dal flusso delle apparenze, dimenticando chi siamo veramente. In occasione dell'anniversario della nascita di Jane Austen, leggiamo una sua citazione sull'essere e sull'apparire, tratta da "Orgoglio e pregiudizio".

Il 16 dicembre del 1775 nasceva, in un piccolo villaggio della contea dell’Hampshire, Jane Austen, una delle autrici più lette e amate di sempre da lettori e lettrici di ogni fascia d’età. Con opere del calibro di “Orgoglio e pregiudizio“, “Emma“, “L’abbazia di Northanger” e “Persuasione“, Austen è entrata a pieno titolo nel canone letterario mondiale.

Molte delle sue opere, concepite in un’epoca in cui non era semplice essere una donna e riuscire a farsi valere all’interno della società, trattano il tema dell’apparire, del vivere con l’unico scopo di essere qualcuno agli occhi degli altri. In occasione del suo anniversario di nascita, leggiamo una sua citazione tratta da “Orgoglio e pregiudizio” sull’essere e sull’apparire, e su cosa sia davvero rilevante nella nostra vita.

La citazione di Jane Austen

“Sono poche le persone che io amo veramente, e ancora meno quelle che stimo. Più conosco il mondo, più ne sono delusa, ed ogni giorno di più viene confermata la mia opinione sulla incoerenza del carattere umano, e sul poco affidamento che si può fare sulle apparenze, siano esse di merito o di intelligenza”.

Un mondo costruito sull’apparire

Cosa rende questa citazione di Jane Austen tanto attuale anche dopo molti anni dalla sua stesura? Perché tanti fra noi si sentono toccati da queste parole in modo particolare? Certo, il mondo cambia, il tempo scorre e leviga le cose; le abitudini si modificano e la società progredisce. Tuttavia, ci sono realtà che non smettono di rimanere uguali a se stesse.

Così, anche se viviamo in un’epoca profondamente diversa da quella in cui scrive Jane Austen, troviamo che le sue parole di delusione rispetto agli esseri umani e al loro agire siano profondamente attuali. Capita troppo spesso che ci affezioniamo a qualcuno che si manifesta solo in apparenza. Capita altrettanto spesso che noi stessi pensiamo, anche nel nostro inconscio, prima all’apparire che all’essere. Forse, è anche più semplice cercare di essere come gli altri ci vorrebbero.

Forse ci preoccupiamo troppo di ciò che pensano gli altri, al punto da plasmare la nostra vita in funzione di qualcuno che non siamo noi. E magari, il nostro attaccamento ai social network deriva proprio da questo desiderio di mostrarci in apparenza, di far vedere non chi siamo, ma come vorremmo essere visti. Ma in fondo cosa ci resta se non siamo autentici con noi stessi? Come possiamo vivere delle relazioni sane se non ci conosciamo, o meglio, non ci vogliamo conoscere per ciò che siamo?

Ogni volta che pensiamo, agiamo, postiamo, usciamo, parliamo, dovremmo tenere a mente le parole di Jane Austen, perché se è vero che tutti siamo rimasti delusi dalle apparenze e dall’agire di qualcuno, è anche vero che, a nostra volta, noi potremmo essere quel qualcuno per gli altri. Anche noi potremmo deludere con il nostro bisogno di apparire.

Orgoglio e pregiudizio

In provincia non succede mai molto, e l’arrivo di due scapoli giovani e benestanti è un avvenimento. Specialmente in una casa con ragazze in età da marito e di scarsi mezzi, come sono le cinque sorelle Bennet. Eppure, fin dal primo incontro, tra la vivace Elizabeth e lo scostante Darcy scatta una cordiale antipatia; quando la ragazza scopre che lui trama contro la liaison tra l’amata sorella Jane e l’amico Bingley, l’avversione si fa ancora più forte.

Ma gli eventi sgretoleranno il pregiudizio di Elizabeth, e anche Darcy, nonostante il suo orgoglio aristocratico, si scoprirà perdutamente innamorato. Nel suo capolavoro, Jane Austen tratteggia con affetto e brio la vita provinciale che conosceva così bene, e i suoi personaggi deliziosi animano un romanzo di costume tra i più amati della letteratura inglese. Questa edizione è arricchita dalle illustrazioni di Hugh Thomson, che sorprendono per l’immediatezza con cui fanno rivivere, in pochi tratti, le atmosfere dell’Inghilterra di Jane Austen e la commedia dei sentimenti più attuale, divertente e longeva che sia mai stata scritta.

Jane Austen

Jane Austen nasce a Steventon, un grazioso villaggio dell’Hampshire, il 16 dicembre 1775. Non tutti sanno che i suoi romanzi sono stati dapprima pubblicati in forma anonima e, soltanto dopo l’uscita di “Persuasione”, pubblicato postumo, è stato svelato il suo nome come autrice delle opere.

Fra le scrittrici più celebri dell’Inghilterra e senza ombra di dubbio fra le più amate e le più importanti del periodo preromantico, Jane Austen vive nel paesino natale fino all’età di 25 anni. L’amore per la scrittura sboccia in giovane età: nell’imprimere storie sulla carta, Jane trova una cura al suo bisogno di evadere, all’impellente desiderio di libertà.

Così, nel 1797 scrive “Orgoglio e pregiudizio”, il suo primo romanzo, pubblicato tuttavia soltanto nel 1813, che sarà il suo libro più venduto e amato di sempre, con trasposizioni  cinematografiche, televisive e teatrali che hanno emozionato un gran numero di spettatori.  Nel 1798, scrive “Ragione e sentimento”, che verrà pubblicato nel 1811, e si dedica alla stesura de “L’abbazia di Northanger”, pubblicato nel 1818 sulla scia dei precedenti successi. Dal 1809 Jane si dedica alla revisione di tre romanzi già scritti e alla scrittura di altri tre: “Mansfield Park”, “Emma” e “Persuasione”. Jane Austen muore il 18 luglio del 1817 a Winchester.

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