Sei qui: Home » Fotografia » “Vivere in alto”, la mostra fotografica dedicata alla montagna al Castello di Caldes
Mostre fotografiche

“Vivere in alto”, la mostra fotografica dedicata alla montagna al Castello di Caldes

Dal 17 giugno 2022 al Castello di Caldes (TN) una mostra fotografica dedicata alla montagna e ai significati che essa riveste nell’immaginario collettivo.

Vivere in alto. Uomini e montagne dai fotografi di magnum. Da Robert Capa a Steve McCurry” è una splendida mostra che prenderà il via il prossimo 17 giugno e sarà visitabile fino al 9 ottobre 2022 nei locali del Castello di Caldes, in provincia di Trento.

Scopriamo qualcosa di più su questo interessante progetto che ha coinvolto Suazes, Magnum Photos insieme al Castello del Buonconsiglio ed è stato promosso dall’Azienda per il Turismo delle Valli di Sole, Peio e Rabbi, dal Comune di Caldes e con il patrocinio della Provincia Autonoma di Trento.

La montagna

La montagna ha sempre rivestito, rispetto all’umanità, molteplici significati e usi: vissuta o abbandonata, divinizzata, sfruttata, vista come barriera o rifugio, come luogo di scelte di vita, amata o rinnegata. Da sempre infatti il rapporto tra la montagna e il genere umano è sempre stato importante, mai irrilevante. Non a caso il grande poeta e pittore inglese William Blake scriveva “Grandi cose si compiono quando gli uomini e le montagne si incontrano”. Una frase che condensa al meglio il legame sempre esistente fra la dimensione umana e quella naturale della montagna.

Da sempre le montagne sono state limiti per migrazioni, barriere per conflitti, custodi di un rapporto intimo e spirituale con la natura; luoghi da cui fuggire, o luoghi dove ricercare nuovi equilibri. Da questa considerazione, in particolare la frase di Blake, si è sviluppato il progetto espositivo della mostra “Vivere in alto. Uomini e montagne dai fotografi di Magnum. Da Robert Capa a Steve McCurry”.

Questa mostra fotografica vuole essere un elemento di continuità con il progetto espositivo “Vite di corsa. La bicicletta e i fotografi di Magnum. Da Robert Capa ad Alex Majoli” che sposava la straordinaria vocazione del territorio trentino verso la pratica ciclistica. Una continuità che denota la volontà di intraprendere un nuovo progetto finalizzato a sviluppare una lettura, attraverso l’opera di grandi fotografi di fama internazionale, delle caratteristiche del territorio della Valle di Sole.

Una progettualità che continua e si sviluppa quest’anno affrontando due elementi determinanti per il territorio della Val di Sole: le montagne con il loro straordinario patrimonio naturale e le comunità che le vivono e permettono di fruirle, con il proprio bagaglio di esperienze e cultura.

“Vivere in alto. Uomini e montagne dai fotografi di Magnum. Da Robert Capa a Steve McCurry”, la mostra al Castello di Caldes

Ma veniamo ai dettagli della mostra “Vivere in alto. Uomini e montagne dai fotografi di Magnum. Da Robert Capa a Steve McCurry”. Curata da  Andrea Holzherr e Marco Minuz, questa esposizione ha al centro la relazione fra l’essere umano e la montagna. Infatti, la protagonista assoluta sarà la montagna osservata, vissuta e raccontata dai grandi interpreti dell’Agenzia Magnum Photos, fondata nel 1947 ed ancora oggi attiva. Verranno raccolte circa 100 fotografie che esploreranno vari aspetti di questo rapporto uomo-natura permettendo così di fornire uno spaccato completo di questa relazione.

Il percorso espositivo della mostra affronterà, nelle splendide sale del Castello di Caldes, aspetti di questo rapporto fra uomo e montagna, con particolare attenzione ai punti di contatto fra i tempi della natura e quelli degli uomini.
Si partirà dalle persone, con le loro storie individuali, che hanno scelto di vivere la montagna con un viaggio in varie parti del mondo e nelle mille professioni che tradizionalmente si svolgono in questo ambiente; la vita di coloro che, per scelta o necessità, decidono di vivere in alto e di affrontare le difficoltà che essa comporta. Fotografie di Steve McCurry, Inge Morath, Susan Meiselas, Ferdinando Scianna e molti altri ancora. 

Una sezione sarà dedicata invece al tema del turismo e alle mille implicazioni che esso ha. Un tema con luci e ombre, ma che permette di riflettere sui cambiamenti avvenuti all’interno della nostra società attraverso le fotografie di Martin Parr, i colori di Newsha Tavakolian e l’ironia di Jean Gaumy. Poi c’è il tema dei luoghi del vivere in alto, spaziando dalle testimonianze delle civiltà antiche, con la fotografia di Bruno Barbey, fino alle moderne infrastrutture a servizio del turismo e delle nuove esigenze del vivere in montagna con le foto di René Burri.

Su questa sezione della mostra l’attenzione sarà indirizzata anche agli interventi dell’uomo sulla montagna, sia per supportare le esigenze del turismo, sia per preservarlo e proteggerlo. In questa sezione verranno presentate le fotografie di Peter Marlow e Carl De Keyzer. Ma la montagna è anche luogo di conflitti. A questa tematica verrà dedicata una sezione specifica con foto di Alex Majoli e Christopher Anderson.

Infine, poiché è la stessa percezione e sensibilità dell’uomo a trovare la bellezza nelle montagne, una sezione sarà incentrata su fotografie che rendono conto della magia delle altezze, con opere di Paolo Pellegrin e Thomas Hoepker. Il percorso della mostra terminerà con la dimensione spirituale della montagna con foto di autori come Chris Steele-Perkins e Raghu Rai.

Photocredits: Edge of the Gobi Desert, Mongolia, 1964 © Philip Jones Griffiths / Magnum Photos

© Riproduzione Riservata