Vip e fotografia insieme contro la violenza sulle donne

Abbiamo intervistato Paolo Spadacini, fotografo specializzato in moda e still life, per parlare del libro "Io non mi volto" e di come la fotografia possa invitare a riflettere
Vip e fotografia insieme contro la violenza sulle donne

MILANO – I volti noti del cinema e della cultura, dello sport e dello spettacolo in una galleria di 101 ritratti del fotografo Paolo Spadacini contro la violenza sulle donne. Nasce così “Io non mi volto“, il libro fotografico edito da Skira che ha coinvolto celebrities come Michelle Hunziker, Cindy Crawford, Valentina Vezzali, Lina Wertmüller,  Malika Ayane,  Vittorio Sgarbi, Davide Oldani. I fondi raccolti dalla vendita del libro verranno devoluti alla Fondazione Doppia Difesa Onlus che offre sostegno e tutela alle vittime di violenza, oltre a sensibilizzare l’opinione pubblica. Abbiamo intervistato Spadacini, fotografo specializzato in
moda e still life, per parlare del progetto e di come l’arte possa essere al servizio di temi di stretta attualità ed invitare a riflettere.

Come nasce il progetto “Io non mi volto”?

Dalla mia grande amicizia con Michelle Hunziker, ritratta in copertina, e dalle numerose collaborazioni per Doppia Difesa, è nata l’idea di realizzare un progetto in prima linea per la lotta contro la violenza sulle donne. Ci tengo molto alla sensibilizzazione di questo tema che purtroppo sta diventando un fenomeno sempre più diffuso e trasversale, è impressionante se pensiamo che ogni 72 ore viene commesso un femminicidio. Mai come ora secondo me è importante dare un contributo per liberare le donne dall’incubo della violenza.

In che modo con la fotografia hai voluto affrontare il tema della violenza sulle donne?

Penso che un fotografo non abbia le competenze giuste per affrontare tecnicamente dati spaventosi come quelli che leggiamo tutti i giorni dalle pagine di cronaca. 1 donna su tre è costretta a subire atti di violenza a casa, a scuola, al lavoro, ovunque. Coinvolgendo personaggi pubblici dello spettacolo, della cultura, dello sport e della musica ho condiviso l’impegno di sensibilizzare la società in merito a questo tema. I loro VOLTI sono diventati veicolo per combattere questo problema gravissimo, troppe volte sottovalutato.

Come sei riuscito a coinvolgere i vip protagonisti di questo progetto?

Nel corso della mia carriera come pubblicitario ho avuto l’onore di poter fotografare grandissime celebrities, Cindy Crawford, Alessandro Del Piero, Gerry Scotti, Melissa Satta, Vittorio Sgarbi, Paolo e Umberto Veronesi, Filippa Lagerback, Illary Blasi, Valentina Vezzali, tutti per campagne di grandi clienti come Corriere della Sera, Stroili, Acqua San Benedetto, Morellato.. e tutti i personaggi si sono dichiarati disponibili ad entrare a far parte del mio libro e del grande progetto che c’è dietro.

Quale tra questi ti ha maggiormente colpito?

In tanti, tantissimi hanno dimostrato entusiasmo. Mi ha colpito molto Don Mazzi. La sua estrema sensibilità e profondità. Appena l’ho contattato per chiedere se volesse aderire al progetto si è mostrato subito disponibile. Ha scritto delle parole che ho inserito nel mio libro davvero toccanti, come uomo e come sacerdote, a lui tutta la mia stima.

La fotografia e in generale l’arte quale contributo possono dare per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo e altri temi di grande rilevanza sociale?

La fotografia e l’arte servono per realizzare qualcosa di concreto che possa far riflettere.
Dalla loro parte la forza della sfera emozionale che sono capaci di attivare e che rendono tutto unico. Le fotografie riescono a parlare a tutti, sono dirette, veicolo di messaggi forti che riecheggiano anche attraverso le piattaforme della nuova generazione Web/Social, puntando a cambiare la mentalità delle persone e instillare in loro una visione diversa.

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