Henri Cartier-Bresson, il fotografo che è stato lo sguardo del secolo

Clément Chéroux, storico della fotografia e conservatore capo del Dipartimento Fotografico del Museo nazionale d’arte moderna al Centre Pompidou di Parigi, propone una nuova lettura dell'immenso corpus di immagini che Cartier-Bresson ci ha lasciato...

A dieci anni esatti dalla morte di Henri Cartier-Bresson il Centre Pompidou dedica alla sua opera una mostra, dal 12 febbraio al 9 giugno 2014, e un libro a cura di Clément Chéroux, direttore del Beaubourg. Contrasto pubblica l’edizione italiana del volume

 

MILANO – Clément Chéroux, storico della fotografia e conservatore capo del Dipartimento Fotografico del Museo nazionale d’arte moderna al Centre Pompidou di Parigi, propone una nuova lettura dell’immenso corpus di immagini che Cartier-Bresson ci ha lasciato. La mostra e il libro, che coprono l’intero percorso professionale del grande fotografo, sono il frutto di un lungo lavoro di ricerca svolto nel corso di molti anni di studio nell’archivio del fotografo. Contrasto pubblica l’edizione italiana del volume intitolato ‘Henri Cartier-Bresson‘.

 

IL VOLUME – Seguendo il percorso della retrospettiva del Centre Pompidou, il libro mette quindi insieme oltre 500 tra fotografie, disegni, dipinti, film e documenti, riunendo le più importanti icone ma anche le immagini meno conosciute di Cartier-Bresson. Il volume mette in evidenza la profondità e la varietà del suo lavoro e della sua carriera di fotografo: Henri Cartier-Bresson  ha attraversato il Surrealismo, la Guerra Civile Spagnola, la Seconda Guerra Mondiale, la decolonizzazione e la Guerra Fredda.

 

DA SUPERLATIVO – ‘Lo sguardo del secolo’, ‘L’uomo-occhio’ o ancora ‘L’occhio assoluto’: sono solo alcuni dei superlativi che Henri Cartier-Bresson (1908-2004) si è visto regolarmente assegnare. Certo, il suo sguardo riusciva, incontestabilmente, a combinare sempre la potenza del documento al lirismo poetico. In questo modo ha creato una delle opere più affascinanti del Ventesimo secolo.

 

UNO STILE IRRIPETIBILE – Nonostante la fotografia negli ultimi dieci anni sia stata soggetta a infiniti progressi e migliorie, il lavoro di Henri Cartier-Bresson resta di valore indiscusso: quando, all’inizio degli anni Settanta, si ritirò dalla fotografia, aveva creato un lavoro che si presentava unico sia per il suo carattere internazionale sia per il suo excursus storico sulle ampie trasformazioni sociali, politiche e culturali del secolo moderno.

 

26 gennaio 2014

 

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