Beirut

Beirut, ieri come oggi. Steve McCurry pubblica le foto scattate nel 1982

Mentre dal Libano arrivano immagini di devastazione, il fotografo statunitense Steve McCurry rinviene dal suo archivio le foto scattate a Beirut nel 1982. Il confronto è impressionante...
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Mentre dal Libano arrivano le prime immagini che testimoniano la devastazione, causata dalle esplosioni di martedì 4 agosto 2020, Steve McCurry rinviene dal suo immenso archivio le fotografie scattate a Beirut nel 1982. Erano gli anni Ottanta e il Libano si trovava nel bel mezzo di una sanguinosa guerra civile, che avrà fine soltanto nel 1990. Steve McCurry, come altri fotoreporter, fra cui Gabriele Basilico e Josef Koudelka, viaggiarono fino a Beirut per testimoniare gli effetti disastrosi della guerra civili. Una Beirut che cade a pezzi, ferita, annientata dai bombardamenti e dalla sofferenza dei suoi abitanti, una Beirut che ha lottato ogni giorno per rinascere dalle sue macerie, una Beirut che oggi appare esattamente come 30 anni fa. Ed è con queste fotografie, che valgono più di mille parole, che il fotografo statunitense manda il suo messaggio di cordoglio e vicinanza al popolo libanese.

 

Beirut oggi

 

 
 
 
 
 
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Steve McCurry

Steve McCurry, da circa 30 anni, è considerato una delle voci più autorevoli della fotografia contemporanea. La sua maestria nell’uso del colore, l’empatia e l’umanità delle sue foto fanno sì che le sue immagini siano indimenticabili. Ha ottenuto copertine di libri e di riviste, ha pubblicato svariati libri e moltissime sono le sue mostre aperte in tutto il mondo. Diventato uno dei fotografi più famosi del mondo grazie alla sua foto della ragazza afgana dagli occhi verdi (che sarà presente in mostra), sembra racchiudere, nel suo mondo fotografico, temi universalmente condivisi. Il formalismo e la cromia utilizzati, quasi di stampo pittorico, non gli fanno abbandonare mai la voglia di raccontare storie. I suoi ritratti, con soggetti che puntano lo sguardo dritto verso l’obiettivo, sono una condensazione di eventi, di percorsi, che McCurry scava e indaga. La stessa capacità di sintesi, è racchiusa nei suoi paesaggi e nelle sue foto di reportage, in cui l’incontro/scontro tra uomo e natura domina la scena e ricalca la dicotomia naturale versus artificiale. McCurry ha sempre cercato di raccontare, attraverso i suoi scatti, un simbolismo di stampo universale.

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