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la situazione in afghanistan

Afghanistan, la foto simbolo della disperazione delle madri afghane

Madri disperate che gettano i loro bambini oltre le barriere di filo spinato chiedendo ai soldati di metterli in salvo. E' questo il fotogramma simbolo della disperazione e del caos che in queste ore regna in Afghanistan
Madri afghane disperate che gettano i loro bambini oltre le barriere di filo spinato chiedendo ai soldati di metterli in salvo. E’ questo il fotogramma simbolo della disperazione e del caos che in queste ore regna in Afghanistan, in particolare all’esterno dell’aeroporto di Kabul, dove le madri cercano in tutti i modi di assicurare un futuro ai propri figli, consegnandoli ai soldati americani. Una disperazione, quella delle madri afghane, testimoniata da diversi video che girano su Twitter.

 

L’appello delle madri afghane

“I talebani ci bastonano, salvate i nostri bambini” urlavano le madri mentre lanciavano i propri figli oltre la recinzione dove sono presenti i soldati britannici. L’episodio, emblematico della situazione in cui si trovano in queste ore le madri afghane, risale alla giornata di mercoledì 18 agosto. A raccontare l’episodio l’emittente inglese Sky News, citando un ufficiale dell’esercito di Londra allo scalo della capitale afghana.

“E’ terribile, alcune gettavano i loro bambini ai militari chiedendo di prenderli, alcuni sono caduti sul filo spinato”, ha raccontato il funzionario, sottolineando che i soldati britannici sono molto provati. “Ieri notte piangevano tutti”, ha detto. In seguito alla notizia, è intervenuto il segretario alla Difesa britannico, Ben Wallace, il quale ha spiegato che “nessun bambino non accompagnato sarà portato fuori dall’Afghanistan” perché il governo “non può prendersi in carico un minore solo”.

Al giornalista Kim Sengupta, inviato del quotidiano britannico Independent, un ufficiale del reggimento di paracadutisti della Gran Bretagna ha aggiunto che le violenze dei talebani avvengono nei pressi dell’Hotel Baron, non molto distante dall’aeroporto di Kabul. “Un punto in cui combattenti talebani si trovano a pochi metri dai parà e dalle forze speciali britanniche, separati da barriere di filo spinato e da una barricata di veicoli militari”, scrive Sengupta.

 
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