Parola della settimana

“Empatia” è la parola della settimana. Scopriamo il suo significato profondo

Da dove deriva la parola "empatia"? E perché oggi è importante parlare di "empatia"? La riflessione della pedagogista Antonia Ragone

Continua il nostro viaggio nelle terre della lingua italiana per scoprire le curiosità legate all’origine delle parole e dei modi dire.

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L’etimologia

La parola “empatia” deriva dal greco antico pathen ( patire, soffrire, sentire dentro), ed esprime una modalità del sentire l’altro da sé con piena coscienza. Sentire empaticamente  l’altro non è una conseguenza automatica del nostro vivere, soprattutto nell’epoca odierna, nella quale prevalgono molto spesso la diffidenza verso la diversità, l’essere altro da noi.

Perché oggi è importante parlare di empatia?

Siamo dinnanzi a continui episodi di violenza, intolleranza, ferocia inaudita, di razzismo proprio perché prevalgono i rapporti di supremazia, di potere e l’ambiguità, le false apparenze, il conformismo, la frivolezza, i pregiudizi, il materialismo, la cupidigia, la diffidenza. Ci mettiamo mai nei cosiddetti “panni degli altri” e non pensare solamente al nostro tornaconto?

Un libro sull’intelligenza emotiva

L’atteggiamento empatico consente di sviluppare la cosiddetta intelligenza emotiva. L’espressione intelligenza emotiva nasce dagli studi di Daniel Goleman, docente di psicologia a Harvard, e si riferisce alla capacità di riconoscere i nostri sentimenti e quelli degli altri, motivare sé stessi, gestire positivamente le emozioni, tanto interiormente quanto nelle nostre relazioni.

Educare all’empatia

Educare all’empatia significa raffigurare  il nostro spazio della relazione e percepire affettivamente l’esperienza di sé nei confronti dell’esperienza dell’altro. Infatti, tramite un atteggiamento empatico siamo consapevoli dell’esistenza dell’altro da noi, del nostro rapportarci con il mondo che ci circonda e delle relazioni umane nelle quali siamo immersi quali esseri sociali.

La fase della scolarizzazione è il momento clou nel quale le interazioni e la capacità relazionale cominciano a svilupparsi, perciò è indispensabile la cosiddetta “alfabetizzazione emozionale” per educare i bambini alle competenze sociali ed emozionali, alla autoconsapevolezza, alla cooperazione, all’ascolto altrui per riconoscere i sentimenti, di cogliere i nessi tra pensieri, sentimenti e reazioni.

Il Piccolo Principe

Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry​ è un validissimo strumento pedagogico per spiegare ai bambini cosa sia l’empatia. Con le sue celebri frasi che toccano il cuore.

L’essenziale è invisibile agli occhi

Tutti i grandi sono stati piccoli, ma pochi di essi se ne ricordano

Se qualcuno ama un fiore, di cui esiste un solo esemplare in milioni e milioni di stelle, questo basta a farlo felice quando lo guarda

Devo pur sopportare qualche bruco se voglio conoscere le farfalle, sembra che siano così belle

 

di Antonia Ragone

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