Simone Perotti, ”I libri contengono le idee in grado di mettere in moto la vita delle persone”

Sovvertire i pesi: poco tempo per il lavoro, molto tempo per la vita. E' questa la scelta rivoluzionaria fatta da Simone Perotti, lo scrittore che ha deciso di rinunciare alla carriera e ai soldi per dedicarsi completamente alla scrittura e ai viaggi in mare, perché, come lui stesso afferma, scrivere è la mia vita, navigare il mio sostentamento...

L’autore che ha deciso di cambiare vita parla del tema del cambiamento contenuto all’interno dei suoi libri ed illustra come è avvenuta questa sua scelta radicale

 

MILANO – Sovvertire i pesi: poco tempo per il lavoro, molto tempo per la vita. E’ questa la scelta rivoluzionaria fatta da Simone Perotti, lo scrittore che ha deciso di rinunciare alla carriera e ai soldi per dedicarsi completamente alla scrittura e ai viaggi in mare, perché, come lui stesso afferma, “Scrivere è la mia vita, navigare il mio sostentamento.” Autore di diversi romanzi, grazie al libro “Adesso Basta – Lasciare il lavoro e cambiare vita” uscito nel 2009 Perotti sale alla ribalta e si piazza ai vertici delle classifiche per mesi, divenendo un bestseller acclamato da media, vendite e social network. L’autore spiega perché, dopo quasi vent’anni di carriera nel settore della comunicazione, ha lasciato il lavoro da manager per dedicarsi alla scrittura e alla navigazione.

Può un libro cambiare la vita?
I libri cambiano la vita agli uomini che sono già cambiati dentro. In quel caso scatenano l’azione. Agli altri, tuttavia, fanno almeno venire delle domande. I libri contengono le idee, e le idee devono poter essere suggestive ed emozionanti, in grado di mettere in moto la vita delle persone. E’ la storia della cultura a dircelo, basta guardarsi indietro.

 

La tua come è cambiata?
La mia vita è cambiata radicalmente. Vivo, consumo, mi muovo, spendo, faccio, sento in modo molto diverso da prima. E’ stata una rivoluzione per me. Preparata in tanti anni di autoanalisi, di cura della mia vita, di allenamento. Si cambia se per anni si è lavorato al cambiamento. Non si cambia per poi diventare altro. Si cambia perché si è già altro.

 

Cosa ti ha spinto a cambiare vita?
La constatazione banale, semplicissima, che tra 35 anni, se tutto va bene, morirò. Dunque non c’era tempo da perdere. Invece io ne stavo perdendo molto. Sono nato per scrivere e navigare. E invece facevo il cretino con la valigetta e la cravatta scimmiottando le pubblicità. Il denaro che mi davano in cambio di quella performance, sfortunatamente, non serviva a comprare quello che amo.

 

C’è parte della tua storia all’interno dei tuoi libri?
In Adesso Basta c’è tutta la storia individuale scritta in gran parte prima e durante il cambiamento. In Avanti Tutta c’è il racconto (molto più completo ed esaustivo) del dopo, di come è andata. Negli ultimi due romanzi (Uomini senza ventoL’Equilibrio della farfalla) il protagonista Renato Reis è costruito con materiali reali della mia vita, ma assemblati in modo del tutto diverso. Chi mi conosce riconosce fatti, cose, persone… ma lui non sono io. La finzione (il leopardiano fingersi “nel mio pensier”) serve a questo: se scrivo di me vale solo per me. Se faccio uno sforzo di finzione vale per molti. Se scrivo un capolavoro vale per tutti.

 

28 giugno 2012

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