Lettera di Valeria Cippo ad un amico

Lettera di Valeria Cippo ad un amico

Caro amico mio,

la carta bianca mi fa sempre paura ogni volta che inizio a scriverti ma ora che non solo un foglio ci divide cerco di colmare la tua assenza con l’inchiostro.

Spezzerò questi mesi di silenzio mandando le mie parole più vere a cercarti, per riuscire finalmente a raggiungerti. Oggi è passato un anno dall’ultima volta che ci siamo visti, un anno di arrivi e di partenze, in cui avrei avuto bisogno del tuo sostegno.

Un anno in cui non ti ho perdonato di non aver ricevuto il tuo addio. Volano le stagioni ma il dolore rimane, mi avevano detto che sarebbe stato facile mentre il tempo avrebbe risolto ogni cosa, ma non è stato così, la cosa più facile è stata nascondere alla gente la mia tristezza dietro un sorriso ben costruito. Il tempo no, non guarisce, scandisce puntuale ogni data e mi ricorda di averti avuto accanto.

Passeggio solitaria nei luoghi dei nostri incontri e mi sembra che tu sia ancora lì con la tua presenza costante ma mai invadente, col tuo passo leggero e i tuoi occhi attenti. Mi manchi sai, più di ogni altra cosa mi manca parlare con te e sentirmi capita davvero.

Da quando non ci sei riempio fogli di lacrime e parole che nessuno saprà leggere, a rispondermi è solo il mio eco. Ti ho voluto un gran bene ma non sono mai riuscita a dirti queste parole e adesso che è troppo tardi ogni parola non detta rimbomba nella mia testa come una musica assordante. Noi, accordo dissonante di un pianoforte con i tasti rotti, sfumato via lasciando spazio al buio.

Nessuno potrà mai sostituirti nel mio cuore, sarà sempre il tuo ricordo a colorare i miei fogli.

Ti scriverò presto, così ci rivedremo ancora

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