Lettera di Sole De Carlo

Lettera di Sole De Carlo

Caro,
un anno, è trascorso un anno. Forse tanto tempo o forse troppo poco, finalmente ora riesco a dire tutto ciò che avrei voluto, ma non potevo o non era il tempo di farlo.

Esattamente un anno fa, mi hai provocato il dolore più grande che io abbia mai provato, più del taglio più profondo, più dell’assenza più sentita. Dopo avermi fatto toccare le stelle, con una spinta, riuscisti a farmi cadere nel precipizio più profondo, dove non c’è luce, dove non si respira più. Dopo aver condiviso i miei pensieri con te, mi ritrovai a non averne più, come un involucro vuoto.

Vagavo come un piccolo lupo solitario, nel buio della notte, non trovando più rifugio, perchè il mio rifugio eri tu. Continuavo a vagare, cercando risposte che non arrivarono mai. Guardando la luna, pensavo alla risposta che non ottenni, quando ti chiesi che ci facesse in cielo la luna, ma tu volevi saperlo da me, dicendomi di non perdere l’occasione.

Nel silenzio della mia solitudine, sentivo il rumore dei miei pensieri e il pensiero che portava a te, quel pensiero stupido, sciocco e insopportabile che non capiva che comandavo io, che non lo avrei assecondato e intanto lo lasciavo vagare tra le stelle.
Mi sono mancate le nostre chiacchierate notturne, anche quando eri di poche parole, quelle poche parole con cui dicevi tutto. Sembrava sapessi sempre ciò che era giusto, ma avrei preferito che qualche volta ti fossi sentito ”più animale che Dio” , come dicevi tu.

Ti avevo chiesto di aiutarmi a costruire il ponte e tu lo hai fatto crollare. Ti avevo chiesto di non costruire un muro e tu hai innalzato tutta la Muraglia Cinese. Ma anche se non hai mantenuto il patto al quale giurammo, che qualunque cosa fosse accaduta, che fosse stato un saluto di accoglienza o di addio, lo avremmo fatto con un sorriso, ti perdono.

Col tempo ho capito che tu non sei riuscito a capire chi io fossi, anche perchè ero riuscita a farti vedere solo la mia immagine sfuocata.
Ora ti ringrazio per il tuo silenzio, per le tue promesse mancate, per il dolore e la delusione che mi hai provocato, perchè grazie a tutto questo ora sono qua, più forte di quanto io potessi immaginare. Ho potuto trovare la forza per liberarmi dalla prigione in cui ero e per respingere tutto ciò che mi soffocava. Ho potuto ritrovare la strada.

Ti ringrazio per l’Angelo che, indirettamente, hai messo al mio fianco. Il mio guerriero, che come un’ ombra discreta mi è stato vicino, anche se il sole non c’era, anche nella notte più buia, facendomi sentire il suo calore, non giudicandomi mai, ma apprezzando ciò che sono. Mi ha teso la mano e non l’ha mai lasciata, neanche da lontano. Scaldandomi l’anima ad ogni suo abbraccio, che vale più di mille parole.
Destino, karma, fato, fortuna, sfortuna, sorte, io non so cosa ti ha portato nella mia vita, ma se il tuo compito era quello di farmi ritrovare, non posso che esserne grata.

Mi hai fatto scoprire l’amore e poi il dolore, ma non ce l’ho con te per non aver apprezzato il mio sentimento, probabilmente neanche io avrei scelto me in quel periodo, ma per averlo confuso con un’ossessione. Questo no, non te lo perdono e non credo ci riuscirò mai. Sei riuscito ad umiliarmi, a farmi sentire una persona stupida. Non immagini quante volte avrei voluto picchiarti, poi vedevo i tuoi occhi, il tuo sorriso…
Del resto qualcosa di opposto, ma simile ci accomunava: io mi amavo troppo poco per farmi amare e tu ti amavi troppo per farti amare. Io non ero la persona giusta per essere amata da qualcuno e tu non trovavi la persona giusta per essere amata da te.

Io desideravo solo non essere chiunque per te e invece ora cosa siamo? Non siamo amici, non siamo neanche nemici, siamo solo due estranei che condividono qualche ricordo, ma forse quei ricordi sono solo miei.
Ho ripreso la mia strada serenamente, perchè in fondo sto bene, si sto bene anche se non sono felice. Un giorno lo sarò, perchè un giorno il destino sarà magia, metterà al mio fianco la persona che sarà valsa la pena aspettare, che saprà leggere in fondo alla mia anima.

Auguro anche a te di essere felice, ma felice veramente, di poter raccogliere ogni gioia che la vita ha in serbo per te.
Concludo, questo fiume di parole, con un saluto a te che hai inciampato nella mia vita, ma che ora sei su un’isola lontana. Non ti dico addio, ma semplicemente ciao, perchè, nonostante tutto e tutti, ti voglio bene, perchè tra istinto e ragione io scelgo il cuore.

Io

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