Lettera di Mariarosaria Gallo alla madre

Lettera di Mariarosaria Gallo

A mia madre.

Questa mattina la tua telefonata non è arrivata. Eri sempre la prima a chiamare! Ed ogni anno mi dicevi “Mi auguro che tu stia sempre bene”. Ed io rispondevo spesso un po ironica”Grazie! Oggi mi sono mancati i tuoi ripetitivi auguri. Era un mantra.

Ma comprendo che era dettato dalla tua sincera voglia di vedermi felice davvero. Di quella felicita data da una salute perfetta,in un fisico precario come il mio. Mi manchi davvero.E mi spiace di non averti mai detto quanto eri importante per me. Di non averti mai detto grazie per essermi stata sempre accanto in questa continua lotta con la vita.

Eravamo sempre Io e Te in tutto. Tu mi hai seguita nel dolore più grande.Eri tu che per otto lunghi anni,sei stata seduta in una sala di attesa di un centro dialisi. Io con aghi nelle braccia,te con spine nel cuore.La parte più dolorosa e sofferente era la tua. Oggi da madre ti capisco .Comprendo quando possa essere devastante un tale tormento,un tale dolore.

Mi dicevi spesso:perché non a me? Non a te perché io da figlia non sarei mai stata alla ‘altezza di accuditi negli anni come hai fatto tu con me. Per questo a te è toccato il ruolo più tragico.Quello di vivere il tormento di madre. Tu mi hai accompagnato in ogni città,in ogni luogo.In qualsiasi posto dove potesse essere alleggerito il mio cammino di sofferenza.

Senza timore ne paura, prendevi la strada per ogni possibile soluzione. Hai desiderato darmi una parte di te, e senza esitazioni,siamo partite per una città straniera. La gioia e durata poco.Eravamo partite con mille progetti,che son stati delusi da un responso negativo. In te è scoppiata la malinconia.Ti sentivi impotente davanti al mio dolore.

Poi invece la vita è stata meravigliosa e generosa con me. Ma tu non hai mai smesso di essere preoccupata e desolata per il mio futuro. Mi sei stata accanto nella gioia per il mio primo trapianto,nella gioia per la nascita dei miei figli. Poi la tua malattia ha iniziato a divorare la tua di vita.E tu sei cambiata.Da madre sei diventata figlia!

Io ero arrabbiata con te.Rivolevo la donna forte e coraggiosa che eri stata da sempre. Invece no.Ti sei persa nel dolore fisico,nella fragilità del tuo corpo e delle tua azioni. Poi un mese e mezzo fa,sei finita. Sei stata veloce nel tuo andare.Hai meritato tutta la velocita con cui sei andata via quella domenica mattina…

Un regalo di Dio ho pensato.Avevi sofferto tanto nella tua vita.Non meritavi ulteriore strazio.  Ed ancora una volta,eravamo sole. Io e Te. Cara mamma, oggi mi sei mancata immensamente. Mi è mancata il tuo augurio standard!

Ma ho compreso che in quell’augurio ,erano compresse tutte le tue speranze e la tua voglia di vedermi per sempre serena. Io ti dico in modo non ironico questa volta: grazie mamma.

Ti amo.

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